
Papa Leone XIV ha nominato la
professoressa Pina De Simone, filosofa e teologa della diocesi
di Nola, Consultore del Dicastero per il dialogo
interreligioso.«Il Dicastero per il Dialogo Interreligioso
favorisce e regola i rapporti con i membri ed i gruppi delle
religioni che non sono comprese sotto il nome cristiano, ad
eccezione dell’ebraismo la cui competenza spetta al Dicastero
per la Promozione dell’Unità dei Cristiani».
Un lavoro che la professoressa De Simone – per anni ai vertici
dell’Azione cattolica diocesana e nazionale – ha
particolarmente a cuore anche – riferisce Il Mattino – nel suo
ruolo di docente della Pontificia facoltà teologica, sezione San
Luigi, di Napoli dove nel 2019 ha contribuito all’incontro con
papa Francesco da cui partì l’invito del Santo Padre alla
elaborazione di una teologia dal Mediterraneo come teologia del
dialogo e dell’accoglienza. Nella Sezione San Luigi della
Pontificia facoltà teologica dell’Italia merifìdionale la De
Simone coordina il biennio di specializzazione in Teologia
Fondamentale che è «laboratorio teologico per la costruzione di
una cultura dell’incontro».
Coordinatrice della Rete Teologica Mediterranea e appassionata
studiosa dell’esperienza religiosa, la De Simone è impegnata da
tempo, dunque, nel promuovere «una formazione teologica e umana
che muove dalla conoscenza della storia e del presente del
Mediterraneo» e che superi «una concezione del Mediterraneo
quale frontiera di separazione e di divisioni». Nella
presentazione del Biennio di Specializzazione centrato
sull’esperienza religiosa nel contesto del Mediterraneo si
legge: «Vogliamo contribuire a riconoscere il Mediterraneo come
spazio geografico e teologico di incontro, ponte di
riconciliazione e condivisione delle differenze, possibile culla
di un nuovo umanesimo. Siamo convinti che formare al dialogo
interreligioso e alla mediazione culturale della tradizione
cristiana, sia un servizio essenziale per le nostre Chiese
locali e per i nostri territori sempre più multiculturali e
multi religiosi».
Sono queste le linee di ricerca e di impegno all’origine della
nomina che giunge come riconoscimento di un lavoro accademico
condotto in maniera corale e di una condivisione tessuta tra le
diverse sponde del Mediterraneo.
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