
(ANSA) – NAPOLI, 29 GEN – All’infinita polemica degli ultimi
mesi tra Regione Campania e Comune di Napoli si aggiunge lo
scontro tra due assessori: l’ex prefetto Mario Morcone, oggi in
Giunta con De Luca, definisce la collega Alessandra Clemente,
delfino di de Magistris, come “simpatica ragazza bionda”, e la
replica dell’interessata non tarda.
“In una giornata come quella della Memoria, fondamentale per
ricordare valori alle nuove generazioni, il sindaco ha inviato
una simpatica ragazza bionda. La debolezza delle istituzioni
cittadine aggrava il problema di una ndifferenza diffusa”, dice
Morcone, assessore regionale alla legalità, in una intervista a
Il Mattino. Risponde in una nota Clemente, indicata dal sindaco
uscente come candidato alla successione: “In questa città il
discorso pubblico di alcuni esponenti istituzionali è ormai
affetto da un deficit di civiltà istituzionale. Ben prima,
infatti, della vena discriminatoria e sessista – da cui, per
fortuna e per merito delle mie letture e dei miei modelli non mi
sento ferita ma fortemente offesa come donna – colpisce la
mancanza degli elementi basilari del rispetto istituzionale.
Forse sdoganata da una certa violenza verbale da tempo
introdotta nei Palazzi della Campania. Io mi sento e sono una
ragazza bionda ma non può essere così definito un amministratore
pubblico”.
Tutti gli assessori della giunta De
Magistris si schierano al fianco di Alessandra Clemente. “Sono
gravi – sottolineano in una nota congiunta – inadeguate ed
offensive le parole con le quali è stata apostrofata l’assessore
Clemente. Ancora più grave è che queste parole le siano state
rivolte da un uomo delle istituzioni proprio come lo è Mario
Morcone. È inammissibile che una figura che dovrebbe farsi
promotore, anche a mezzo stampa, di una cultura che sostiene la
parità dei diritti, si faccia invece promotore di uno sguardo
che sta alla base della cultura della violenza contro le donne.
Non deve essere mai più accettato che le donne vengano
giudicate, valutate o etichettate rispetto al loro lato
estetico, alla loro vita privata o ad altre caratteristiche, che
il disappunto rispetto ad una donna passi attraverso un
linguaggio violento che le sminuisce”. (ANSA).
Fonte Ansa.it