Home » Italia » Campania » Nannì, la tradizione senza tempo della cucina napoletana

Nannì, la tradizione senza tempo della cucina napoletana

(di Mariano del Preite)
Compie otto anni una delle ‘scommesse’ gastronomiche vinte nel
centro di Napoli ben prima dell’esplosione del boom turistico
post-covid. Forte di un menu saldamente ancorato alla
tradizione, e soprattutto di una cucina realizzata con passione
e cura per i dettagli, la Trattoria Nannì – via Tommaso Senise
2-3-4, a pochi passi da via Toledo – ha saputo conquistare non
solo un pubblico di clienti ormai affezionati, ma grazie al
passaparola è diventata anche meta di vacanzieri italiani e
stranieri alla ricerca di autenticità e vocazione del
territorio.
    Nel 2015 lo chef Francesco De Pompeis, dopo varie esperienze
in Italia e all’estero, decide di aprire un locale dove proporre
la sua versione della cucina napoletana. La Trattoria è a
gestione assolutamente familiare: ai fornelli collabora con
creatività il figlio del patron, Vincenzo, la gestione della
sala è nelle mani cordiali ed efficienti dell’altro figlio Gino,
e ad aiutare tutti c’è la signora Dora, moglie dello chef e
mamma di Gino e Vincenzo. Ne nasce un team molto apprezzato
dagli avventori, e così nel giro di poco tempo Nannì riempie i
propri tavoli a pranzo e a cena, rendendo consigliabile la
prenotazione (www.trattoriananni.eu, 081.19252501).
    Il lockdown e le successive restrizioni legate alla pandemia
rappresentano un duro colpo per tutte le attività commerciali, e
ovviamente sono quelle mediopiccole a pagare le conseguenze
maggiori. Ma i De Pompeis resistono, e appena è possibile
riprendono l’attività e ritrovano gli aficionados, fino alle
esplosioni di presenze nella Napoli felicemente invasa da
persone di tutto il mondo, propiziate dalle quattro stelle e
mezza su cinque con cui i clienti recensiscono la trattoria, sia
su TripAdvisor che su The Fork.
    L’ambiente è accogliente, la cantina ben fornita (focus
ovviamente sulle etichette campane, con un ricarico non
eccessivo), a tavola si può puntare con ottimi risultati sia sul
menu di terra che su quello di mare, nei quali si trovano piatti
fissi/ricorrenti e specialità stagionali, con pasta e dolci
fatti esclusivamente in casa. Gino illustra le proposte del
giorno, ascoltatelo e non perdete l’assaggio di tre pilastri
della cucina made in Naples: gli ziti alla genovese, la pasta e
patate con la provola e sua maestà ‘o rraù’, il ragù. Tra la
cremosità della genovese, dove nessun ingrediente predomina
sugli altri e la dolcezza della cipolla rivaleggia con la
morbidezza dei bocconcini di carne stracotta; l’amalgama della
fonduta di provola con la fragranza delle patate; la vellutata
carezza al palato del sapiente ragù tradizionale, che riesce ad
essere saporito e insieme delicato, rendono la scelta quanto mai
ardua. Se ci si muove sul versante di terra, l’esperienza può
proseguire con le gustose polpette, la saporita braciola o la
sontuosa parmigiana di melenzane. E come contorno, da assaggiare
le saporite scarole alla napoletana.
    Se invece si è scelta la cucina di mare, a parte gli
ottimamente cucinati primi con vongole o alla pescatora, lo chef
propone spesso variazioni sul tema, come gli scialatielli con
gamberi e zucchine oppure con seppie e pomodorini o le cortecce
zucchine e cozze. Per il secondo c’è ancora l’imbarazzo della
scelta: dal baccalà, declinato in più modi dal classico alla
moderna ‘oliocottura’, al pescato freschissimo all’insalata di
mare. Da provare assolutamente la frittura di paranza: raro
trovarne altre così gustose, croccanti e asciutte.
    Di volta in volta c’è spazio anche per l’innovazione: i
ravioli con crema di pistacchio, ricotta e scaglie di provolone
del Monaco dop; la frittatina di pasta aglio e olio con
impanatura di frutta secca, noci, mandorle e pistacchio; il
maialino cotto per oltre trenta ore a bassa temperatura, un
trionfo di scioglievole morbidezza accompagnato dalla riduzione
in salsa delle verdure che lo hanno insaporito.
    Degna conclusione con i dolci: lo chef prepara babà,
crostatina con fragole, cassata siciliana tradizionale o
infornata e tante altre specialità fatte in casa. Chi scrive
consiglia la sbriciolata: sontuosa crema di ricotta con gocce di
cioccolato su un letto di pasta frolla. E a conclusione, perché
non assaggiare la fragranza del limoncello di Nannì a bassa
temperatura? Il conto è all’insegna del giusto rapporto tra prezzo e
qualità, il servizio veloce e cortese senza mai essere
invadente. Una ristorazione insieme classica e moderna, che fa
rivivere i segreti della cucina di una volta – soprattutto nella
scelta degli ingredienti e nelle lavorazioni accurate – per chi
voglia provare (o ritrovare) un piacere senza tempo.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>