
(ANSA) – CASERTA, 17 OTT – Ancora una fumata nera al termine
del secondo confronto tra i sindacati e i vertici della
multinazionale Jabil sulla questione dei 190 licenziamenti
annunciati dall’azienda per il sito produttivo di Marcianise
(Caserta). I rappresentanti dell’azienda hanno infatti ribadito,
anche alla presenza di rappresentanti di Confindustria, che non
ritireranno la procedura di licenziamento collettivo annunciata
tre settimane fa; anche il 29 settembre scorso, nel corso del
primo round del confronto la Jabil disse a chiare lettere che
sarebbe andata per la propria strada, che è quella di
alleggerire l’organico, attualmente composto da 440 lavoratori,
per arrivare ad una forza lavoro di 250 unità, cifra ritenuto
adeguata alla mole di commesse che ha la Jabil.
Come il primo confronto di fine settembre, anche quello di
oggi si è tenuto in modalità telematica, e l’esito è stato
analogo (prossimo confronto il 28 ottobre). Anzi, nel corso del
tavolo, è emersa un’altra “brutta notizia” per i lavoratori
Jabil, ovvero che sarebbe sfumata la costituzione della New-Co
tra l’azienda di Portico di Caserta Tme e Invitalia (società del
Ministro dell’Economia), che avrebbe dovuto assumere, come
annunciato anche più volte dal Governo, fino a duecento
lavoratori dalla Jabil.
L’operazione di passaggio aveva delle scadenze, ma solo una
trentina di addetti ha accettato di essere licenziata da Jabil
(tecnicamente si chiama non opposizione al licenziamento, ndr) e
ricollocata nella New-Co, così la nuova società potrebbe non
vedere mai la luce e potrebbe fallire questa ipotesi di
reindustrializzazione. Peraltro anche le altre ricollocazioni di
lavoratori ex Jabil in aziende del casertano – passaggi avvenuti
spesso a spese della stessa Jabil che ha pagato sia i lavoratori
che le imprese che li riassumevano – non sono mai decollate.
(ANSA).
Fonte Ansa.it