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Il parroco della Sanità, ‘Maradona un santo? No, un mito’

(ANSA) – NAPOLI, 31 MAG – “Maradona un santo? No, ma un mito
sì. Ed anche un esempio per tanti ragazzi di come, partendo dal
nulla, con l’impegno si possano raggiungere grandi traguardi. Un
messaggio che qui alla Sanità ci interessa molto veicolare”. Don
Luigi Calemme, parroco della storica basilica di Santa Maria
della Sanità, non è preoccupato del fatto che l’esposizione, nel
chiostro della sua chiesa, del quadro di Maradona in posa
estatica possa essere, in qualche modo, equivocata.
    “Sappiamo che Diego è un mito per una moltitudine di persone,
a Napoli e in tutto il mondo, ma la mitizzazione di un
personaggio è una cosa, la divinazione o la santificazione è
un’altra”, spiega il sacerdote all’ANSA. “L’artista, Elvis
Spadoni, è uno dei tanti che è rimasto catturato dal patrimonio
umano della Sanità, oltre che storico e artistico. Per questo ha
voluto che la sua opera, che raffigura un Maradona esultante
dopo una vittoria, venisse esposta qui, un quartiere dove la
bellezza non è solo nei monumenti, ma nella gente”.
    Il riferimento è allo sviluppo di un’area che, un tempo
roccaforte di clan di camorra, ora è un laboratorio culturale
che spazia dall’arte paleocristiana delle catacombe a quella
moderna del museo di Jago, grazie in particolare all’attività
della cooperativa La Paranza, della Fondazione San Gennaro e
della chiesa stessa. In questo contesto, il quadro ‘Diego!’ si
inserisce come “un’opera che intende focalizzare – dice don Gigi
– il momento dell’esultanza e della gioia del calciatore e,
perchè no?, anche enfatizzare il mito che lo circonda. Nella
consapevolezza, però, che questa esaltazione non ha niente a che
fare con l’esperienza del sacro, non si confonde con essa, ma
richiama la felicità di chi persegue con forza, e poi raggiunge,
un obiettivo”.
    Tra un mese il quadro traslocherà nel complesso “Cristallini
73”, destinato a ospitare la sezione giovanile delle Fiamme oro.
    Nel frattempo, il chiostro della basilica sarà probabilmente
ancora più frequentato e don Luigi Calemme vede in questo “un’opportunità, un volano di bellezza e un’occasione di
riflessione”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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