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Giornata Memoria: Napoli; Liceo Genovesi,no all’indifferenza

(ANSA) – NAPOLI, 25 GEN – Ricordare il Giorno della Memoria
perché “se è impossibile comprendere è necessario ricordare”
(Primo Levi) e soffermarsi a commentare le parole d’odio e di
indifferenza che sempre più fortemente stanno prendendo piede
tra i ragazzi nel web. Sono questi alcuni degli obiettivi che si
propongono gli organizzatori dell’evento online in programma
domani a Napoli (ore 10) per iniziativa del Liceo Antonio
Genovesi, in occasione della Giornata della Memoria, sul tema “Il linguaggio dell’odio: il peggior nemico è l’indifferenza.
    Dalla Shoah ai giorni nostri”.
    All’incontro, voluto dal preside Francesco Fuschillo e che
sarà moderato dalla professoressa Grazia Vangi docente di
Diritto, saranno collegati in video conferenza circa 200
studenti e insegnanti.
    Tra gli altri obiettivi delle assise: analisi del pregiudizio
che sfocia in odio; fare richiamo alle hate speech (parole
d’odio) online: un fenomeno in forte crescita che sfrutta la
rete per diffondere i propri messaggi in maniera veloce e
pervasiva; fornire risposte sempre più adeguate ed efficaci per
contrattare le varie forme di discriminazioni presenti in rete
negli ultimi anni; contrastare e prevenire le informazione sui
discorsi di odio; contribuire al contrasto del razzismo, della
xenofobia e di altre forme di intolleranza diffuse attraverso
discorsi di incitamento all’odio online; – fare richiamo a
Liliana Segre che ha detto: “Se si ammettono le parole dell’odio
nel contesto pubblico, se si accoglie lo Hate Speech nella
ritualità del quotidiano, si legittimano i rapporti imbarbariti.
    Io l’odio l’ho visto. L’ho sofferto. E so dove può portare”.
    All’incontro parteciperanno Betti Guetta e Stefano Gatti
responsabili dell’osservatorio antisemitismo CDEC di Milano;
Riccardo Pacifici della fondazione Museo della Shoah; Mario
Venezia presidente della fondazione Museo della Shoah nonché
figlio di Shlom Venezia ebreo arrestato a Salonicco deportato
nel campo di sterminio di Auschwitz, uno dei pochissimi
sopravvissuti al Sonderkommando di Auschwitz. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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