
(ANSA) – MERCOGLIANO (AVELLINO), 08 MAG – Chiuso al pubblico
da oltre un anno causa Covid, e senza uno spazio all’aperto, un
ristoratore ha chiesto e ottenuto dal parroco di poter
apparecchiare i tavoli nel giardino-sagrato della chiesa
adiacente alla sua osteria: 60 coperti distanziati, con vista su
cripta del ‘600 e la benedizione di San Francesco riprodotto in
una maiolica all’ingresso. Accade nel borgo medievale di
Capocastello, a Mercogliano (Avellino), e non deve sorprendere
se i protagonisti di questa storia sono don Vitaliano Della
Sala, già noto alle cronache per il suo passato da prete no
global e oggi responsabile della mensa dei poveri della Caritas
locale, ed Emilio Grieco, titolare di un’osteria che – ironia
della sorte – ha già nel nome una naturale vocazione al sacro
perché si chiama ‘I Santi’.
La chiesa è quella di San Francesco, da tempo chiusa al
culto ma non sconsacrata. L’ idea era di affidarla a
un’associazione culturale per farne meta di turismo religioso,
ma l’arrivo della pandemia ha bloccato ogni iniziativa e così
don Vitaliano non ha esitato a destinare quello spazio aperto a
una buona causa. “In un momento così difficile – spiega all’ANSA
il parroco – ho pensato che i ristoratori sono tra quelli hanno
pagato di più il prezzo della crisi e che io avevo quello spazio
che poteva dare a uno di loro la possibilità di ripartire. E la
solidarietà si pratica…”. Detto e fatto. Tutto il borgo – con
la supervisione del Comune – si è dato da fare per ripulire
l’area che versava in uno stato di incuria e consentire così a “I Santi” di riaprire nella nuova location più che mai a tema.
(ANSA).
Fonte Ansa.it