
Si è svolta nella Sala consiliare
del Comune di Carinola, la conferenza dedicata al volume “Naturalismo. Testimonianze di un rapporto intellettuale su base
naturalista tra Émile Zola e Matilde Serao”, di Gabriele Nappi,
con prefazione del professor Rosario Pinto.
L’iniziativa, promossa dal Movimento Naturalista Campano, ha
approfondito il legame culturale e letterario tra il teorico del
naturalismo francese e la scrittrice napoletana, evidenziando il
ruolo di Serao nella diffusione e rielaborazione del modello
naturalista nel contesto italiano.
Ad aprire i lavori è stata la presidente del Movimento
Naturalista Campano, Anna Merolla, che ha proposto la lettura di
alcuni passaggi del volume, soffermandosi sul dialogo ideale tra
la Parigi di Zola e la Napoli descritta da Serao come
laboratorio sociale e umano.
Nel suo intervento, l’autore Gabriele Nappi ha sottolineato
l’attualità del Naturalismo come chiave di lettura della società
contemporanea, definendolo “un riferimento culturale moderno e
uno strumento per interpretare le trasformazioni sociali”.
Sono intervenuti anche l’assessore alla Cultura e alla Pubblica
Istruzione del Comune di Carinola, Maria Sorvillo, e il
farmacista e produttore cinematografico Silvestro Marino, che ha
evidenziato il legame tra Naturalismo e Neorealismo
cinematografico, accomunati dall’attenzione alle dinamiche
sociali e alla rappresentazione della realtà.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato il patrimonio
storico-architettonico di Carinola, centro dell’Agro Caleno noto
per la conservazione del centro storico di origine medievale e
per le architetture catalano-aragonesi. Tra i luoghi simbolo
anche Casa Novelli, legata alla memoria di Matilde Serao.
Il dibattito ha messo in luce i punti di contatto tra Zola e
Serao: l’osservazione diretta della realtà, l’impegno civile
della scrittura e la reciproca influenza culturale. Se Zola
teorizzò il romanzo sperimentale fondato sul determinismo
sociale e biologico, Serao ne propose una rilettura più attenta
alla dimensione umana e urbana, come nell’opera “Il ventre di
Napoli”.
All’incontro hanno partecipato operatori culturali e
giornalisti.
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Fonte Ansa.it