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Amianto: operaio morto per mesotelioma, condanna per l’INAIL

(ANSA) – NAPOLI, 20 SET – Il giudice Beatrice Marrani del
Tribunale di Velletri (Roma) ha condannato l’INAIL a riconoscere
l’indennizzo da malattia professionale agli eredi di Giovanni
Panariello, operaio di Torre Annunziata (Napoli) morto per
mesotelioma dopo essere stato esposto ad amianto. Lo rende noto,
in un comunicato, l’Osservatorio Nazionale Amianto. Alla vedova
saranno versati circa 110mila euro di arretrati, compreso il
fondo vittime amianto, e una rendita mensile di circa 2mila euro
al mese.
    Panariello che ha lavorato presso diverse ditte, tra cui l’Avis
di Castellamare di Stabia, in particolare ha svolto attività di
commercio e pulizia dei materiali di scarto tra cui la
scoibentazione dell’amianto presente nelle carrozze ferroviarie.
    Nel febbraio 2017 è arrivata la terribile diagnosi e l’uomo è
morto a soli 66 anni nel dicembre dello stesso anno. L’INAIL,
che eppure aveva riconosciuto all’uomo la malattia
professionale, contestava non solo il nesso causale tra il
decesso avvenuto per amianto e l’attività lavorativa, ma la
stessa esposizione all’asbesto. L’uomo, oltretutto era stato
collocato in pensione nel gennaio 2010 usufruendo dei benefici
previdenziali di legge per esposizione all’amianto con la
certificazione della stessa INPS che ha rilevato: “è stata
riconosciuta l’esposizione all’amianto per 666 settimane
comprese nel periodo dal 11 febbraio 1978 al 16 settembre 1991”.
    “L’INAIL ha negato l’evidenza e le sue stesse conclusioni – ha
commentato il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto,
l’avvocato Ezio Bonanni – evitando per l’ennesima volta di
riconoscere i diritti degli eredi di una vittima amianto. Un
uomo che ha lavorato tutta la vita per poter sostenere la sua
famiglia e che si è ammalato proprio di mesotelioma, una
patologia gravissima che lo ha portato via in meno di un anno”.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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