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Vescovo Cosenza, Banco alimentare è un bene che va custodito

“Il Banco alimentare è un bene che
va assolutamente custodito”. Così l’arcivescovo di
Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato che ha
espresso preoccupazione per la vicenda e le difficoltà che sta
vivendo il Banco Alimentare per la Calabria che aveva il centro
di distribuzione nella zona industriale di Montalto Uffugo e che
ieri ha annunciato la sospensione delle attività a partire da
domani dopo lo sfratto ricevuto dai locali dove si trovano i
magazzini.
    “Senza voler entrare nella diatriba legata alla nuova
destinazione dei capannoni di Montalto che accoglievano il
centro di distribuzione provinciale – è scritto in una nota –
mons. Checchinato ha voluto esprimere la sua forte
preoccupazione e ribadire il valore di un servizio agli ultimi
attraverso questa rete capillare di parrocchie, enti, istituti e
associazioni religiose e laiche”.
    “In una terra dove le difficoltà economiche sono maggiori,
dove la disoccupazione è alta, le famiglie sono monoreddito, ci
sono tanti pensionati – ha detto il prelato – è quantomai
urgente che le Istituzioni comunali e sovracomuali, alle quali
rivolgo il mio appello, insieme alla Chiesa e a quanti lo
desiderano (privati, enti fondazioni) si siedano attorno ad un
tavolo per individuare con celerità una soluzione che non è
favore della pur meritevole opera del Banco Alimentare ma
soprattutto di quanti periodicamente ne beneficiano”.
    “L’opera del banco alimentare – ha proseguito – è sotto gli
occhi di tutti. Gesù stesso (come è richiamato in apertura del
bilancio sociale dell’Ente) quando si accorge che le folle
venute per ascoltarlo hanno fame, non ignora il problema, e
neppure fa un bel discorso sulla lotta alla povertà, ma compie,
un gesto che lascia tutti stupiti: prende quel poco che i
discepoli hanno portato con sé, lo benedice, e moltiplica i pani
e i pesci. Qui non si tratta di operare miracoli ma di fare
ciascuno la propria parte”.
    La Calabria, ricorda l’Arcidiocesi, “ha il 42,8% della
popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale. La crisi
economica e l’inflazione galoppante hanno creato 600 mila nuovi
poveri nel meridione. Parlando di casa nostra, in Calabria ci
sono oltre 800 mila persone che vivono in famiglie a rischio
povertà. Nella sola provincia di Cosenza operano 244 strutture
caritative su un totale di 598 accreditiate su base regionale
per un totale di 130mila assistiti a cui sono stati distribuiti
beni per un valore economico di circa 20 milioni di euro nel
solo 2023”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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