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Veltri, la Calabria non è come il “brutto anatroccolo”

ROMA, 21 NOV –
FILIPPO VELTRI, “IL BRUTTO ANATROCCOLO (Callive Edizioni, 96 pp,
14 euro).”Piccolo e nero” diceva di sé Calimero il brutto
anatroccolo in una celebre pubblicità degli anni Settanta, che
grandi e bambini impararono a memoria e che ripetevano quando
c’era da fare un appunto, una sgridata o peggio ancora. Ebbene:
la Calabria degli ultimi decenni è spesso presentata in modo non
dissimile da quell’animaletto della pubblicità televisiva che ha
segnato la storia del nostro Paese. E’ il paragone dal quale
muove Filippo Veltri, giornalista e scrittore di lunga e
profonda esperienza, nel suo saggio (Callive Edizioni, 96 pp, 14
euro) intitolato appunto “Il brutto anatroccolo. Il caso
Calabria tra degrado e narrazione fasulla”, nel quale auspica
una revisione critica riguardo al racconto di quella regione.
    La Calabria – secondo l’autore – viene descritta come una
sorta di buco nero della cattiva coscienza dell’Italia tutta,
che sembra avere lì trovato la causa di buona parte dei suoi
mali, antichi e recenti, dalla mafia al degrado, dall’economia
che non va al sottosviluppo. Occorre invece, a parere di Veltri
– mutare attenzione e ottica per restituire alla Calabria una
narrazione normale, non diversa ma semplicemente normale. C’è
una Calabria piena di difetti, carenze e mancanze, ma c’è anche
una narrazione nazionale che approfitta di questa situazione per
scaricare nel “buco nero” calabrese tutti i mali del nostro
Paese. Il libro (prefazione di Santo Strati) in poco più di
cento pagine tocca quasi tutti i temi che rappresentano i
tasselli della narrazione negativa della Calabria, cercando le
strade per un mutamento di visione e di posizione che faccia
emergere (senza ovviamente nascondere gli enormi problemi) una
descrizione, dei dati e dei fatti da cui partire perché gli
altri, in Italia e nel mondo, si accorgano che non solo i
calabresi sono bravissimi, attivissimi e profondissimi quando
sono fuori dalla Calabria, ma che anche la loro terra di origine
è piena di bellezze e occasioni da cogliere. Magari nemmeno
sfruttate a dovere.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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