
(ANSA) – COSENZA, 20 MAG – Da mesi chiede all’Asp di Cosenza
di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il
figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha
l’auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di
una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo
malato, alla quale l’Asp ha affidato il pediatra a Bisignano,
comune a 15 chilometri di distanza. Il piccolo qualche giorno
fa, giocando a pallone nel cortile sotto casa, è stato poco bene
e la mamma ha immediatamente chiamato il pediatra. Il medico,
pur sapendo che la donna non poteva raggiungere lo studio, si è
rifiutato di andare a visitare il piccolo a domicilio e chiesto
alla donna, qualora avesse trovato un modo per arrivare in
ambulatorio, di effettuare prima un tampone anticovid al
piccolo. Con difficoltà e chiedendo aiuto ai vicini la madre è
riuscita a far visitare il bimbo, ma da un altro medico a
pagamento, fisicamente più vicino. La donna ha chiesto
ripetutamente all’Asp di affidarle un pediatra a Taverna, ma la
risposta è sempre la stessa “i pediatri hanno tutti raggiunto il
numero di assistiti possibili”. “Sono andata anche dai
carabinieri – ha raccontato la donna – ma mi hanno risposto che
erano troppo impegnati per occuparsi di queste cose. Allora sono
andata dal parroco a chiedere aiuto, non so più cosa fare. Non
chiedo soldi, solo che mi venga assegnato un medico qui vicino,
ma all’Asp fanno spallucce e mi dicono sempre che i pediatri
sono pieni e se proprio ho bisogno mi devo cercare un ‘santo in
paradiso’ che possa risolvere il mio problema. Qui, però, si
tratta di un diritto e onestamente per il bene di mio figlio se
avessi conoscenze le userei, ma non conosco nessuno e se mio
figlio sta male sono costretta a chiedere ai vicini di
accompagnarmi in ospedale o dal medico”. (ANSA).
Fonte Ansa.it