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Scuola:Reggio,nasce l’istituto “Alvaro- Giudice Scopelliti

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 12 DIC – L’Istituto comprensivo “Alvaro-Gebbione” di Reggio Calabria, da stamattina è diventato
Istituto “Alvaro-Giudice Scopelliti”. La nuova intitolazione è
avvenuta nell’ambito della prima giornata della “Settimana
dell’identità, del benessere, della bellezza e della cultura”,
promossa dalla dirigente scolastica Adriana Labate.
    “Una scuola che vuole essere presidio di legalità, vissuta,
oltre che condivisa formalmente” ha affermato Labate che ha
definito “ormai superato il richiamo al vecchio quartiere di
Gebbione, area Sud della città, legato ad una tradizione
agricola che non c’è più e che è diventato una estesa area a
vocazione commerciale e residenziale integrata con il centro
città. Alla cerimonia, oltre a Rosanna Scopelliti, figlia del
magistrato di Cassazione assassinato dalla mafia, il 9 agosto
1991, erano presenti, il magistrato Enzo Macrì, per anni alla
Direzione nazionale antimafia, l’assessore all’istruzione del
Comune Lucia Anita Nucera, Sandro Vitale e mons. Antonio
Denisi, decano del Capitolo Metropolitano.
    “La cerimonia di oggi – ha detto ancora Labate – è il
coronamento di un profondo rinnovamento dell’Istituto, sia dal
punto di vista sostanziale che formale”. Il magistrato Macrì
che ha detto di conservare “un ottimo ricordo di Antonino
Scopelliti”, ha aggiunto che quello è forse uno dei pochi
delitti di mafia rimasti impuniti. “Ci sono stati dei tentativi
di processi – ha aggiunto – ma non sono mai andati a buon fine,
come quello che ha visto sul banco degli imputati i due autori
materiali dell’agguato, il cui processo si è concluso con il non
luogo a procedere per insufficienza di prove”. “Scopelliti – ha
poi sostenuto mons. Denisi – ha interpretato la legalità, il
desiderio, l’aspirazione alla legalità di tutti i calabresi.
    Assieme a Corrado Alvaro, due simboli della Calabria rispettosa
della legge e della libertà”. Rosanna Scopelliti ha parlato di
una cerimonia come momento sicuramente importante di emozione,
come figlia e come presidente della Fondazione dedicata al
padre, aggiungendo che la scuola “rappresenta non solo il
presidio dove i giovani si possono formare, imparare, ma anche
scegliere da che parte stare, decidere di scegliere cosa essere
da grandi”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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