
(ANSA) – CATANZARO, 18 AGO – Avrebbero costretto un
commerciante di Lamezia Terme a versare loro una somma di
denaro. Michele Bentornato, di 36 anni, e Vincenzo Tino Giampà,
di 53, ritenuti contigui alla cosca Giampà, sono stati arrestati
alle prime luci dell’alba dagli agenti del Commissariato di Ps
di Lamezia Terme e dalla Squadra mobile di Catanzaro, con
l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Gli arresti
sono stati disposti dal Gip distrettuale di Catanzaro su
richiesta della Dda del capoluogo diretta dal Procuratore Nicola
Gratteri.
Le indagini che hanno portato alla richiesta di misure cautelari
eseguite in mattinata, fanno seguito ad attività investigative
svolte anche con l’attivazione di diversi presidi tecnici e che
lo scorso 3 agosto avevano portato all’arresto in flagranza di
Michele Bentornato sorpreso in flagranza con 400 euro nascosti
in una scatola appena ricevuta dalla vittima. Dalle indagini è
stato accertato, in particolare, che Bentornato ha svolto
attività di intermediario ed esattore dell’attività estorsiva su
mandato di Vincenzo Tino Giampà al quale è stata contestata
anche l’aggravante di aver commesso il reato pur essendo
sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza
speciale di Ps.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, gli esponenti della
cosca Giampà, dopo un periodo di detenzione, avrebbero ripreso
le attività estorsive a carico di esercenti commerciali che
hanno sede in zone “storicamente” sotto il controllo della loro
consorteria. A Bentornato il provvedimento di custodia cautelare
è stato notificato in carcere dove si trova ristretto, mentre
Giampà è stato tratto in arresto nella propria abitazione.
(ANSA).
Fonte Ansa.it