
(ANSA) – CATANZARO, 10 AGO – “Con riferimento alle notizie
apparse nelle ultime ore sugli organi di stampa circa il
sequestro del depuratore consortile di Soverato, appare doveroso
provvedere ad effettuare una seria verifica dei fatti, per
evitare il rischio, già in atto oltrepassato, di fornire
all’opinione pubblica elementi incompleti e parziali, a
discapito non solo dell’immagine della Società che rappresento,
ma dei comuni interessati dal servizio. E questo perché, prima
di ‘infangare’, è proprio il caso di dirlo, in piena stagione
estiva uno dei tratti più belli della costa ionica, con tanto di
bandiera blu, converrebbe offrire, quantomeno, un più completo
vaglio empirico”. Lo afferma, in una nota, l’avvocato Ottavio
Porto, legale della stazione appaltante del depuratore
consortile di Soverato.
“Intanto – aggiunge il legale – un primo tassello: il
sequestro dell’impianto non è stato ancora convalidato dal alcun
giudice. Si tratta, invero ed allo stato, di una iniziativa
della polizia giudiziaria operante, all’esito di alcuni
controlli sul territorio, il cui verbale, tutt’altro che chiaro
e privo di incongruenze, sarà oggetto di controdeduzioni
difensive nelle sedi opportune. Qualcosa, però, ha
dell’incredibile: il torrente Beltrame non raggiunge il mare da
mesi, essendo la sua foce, arida da aprile. Pertanto, sembra
superfluo rilevare che, a differenza di quanto letto nei ‘sensazionalistici’ articoli apparsi sui media, nemmeno una
delle famigerate ‘bollicine’ presenti saltuariamente nelle
cristalline acque del golfo di Soverato deriva in alcun modo dal
depuratore gestito egregiamente della Società che rappresento.
Tra l’altro, lo stesso torrente ha una miriade di affluenti ed
attraversa svariati comuni. Sia consentito riflettere come possa
risultare quantomeno azzardato immaginare che i rifiuti
eventualmente presenti provengano esclusivamente dal servizio di
depurazione. Basterebbe solo questo per ridimensionare
l’accaduto, ma vi è di più. Sono gli stessi operanti che, nel
prefigurare alcune ipotesi di reato (ancora non ratificate dal
pubblico ministero procedente), si limitano a contestare
soltanto il deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi sul
suolo e non già quegli odiosi quanto pericolosi sistemi di
cosiddetti ‘by-pass’ i quali permettono alle acque nere, in
maniera fraudolenta, di raggiungere il mare aggirando il
processo depurativo. Nulla di tutto ciò, ma solo un normale
eccesso di fanghi dovuto a fattori semplici quanto lapalissiani:
l’aumento della popolazione ‘fluttuante’ di zona, tipica nel
mese di agosto ed il caldo da bollino rosso. Si badi bene, che
il depuratore abbia sempre svolto nel miglior modo possibile il
proprio operato lo si prova attraverso la semplice lettura dei
diversi campionamenti effettuati nel corso dei mesi (anche negli
ultimissimi giorni) sulle acque territoriali da parte degli
istituti all’uopo delegati, tutti con esiti più che lusinghieri.
Ciò, anche per merito dell’operato della Ditta che rappresento”.
“Chi scrive, tuttavia – dice ancora l’avvocato Porto – non
può esimersi dall’esperire una triste considerazione circa la
pericolosa eco mediatica, soprattutto tra i turisti della zona,
che sta avendo questa vicenda, macchiata da considerazioni
tutt’altro che veritiere, come dimostrato. Tra l’altro, la
convalida del sequestro e peggio ancora la sua permanenza, in
piena stagione estiva, dovrà essere valutata con la massima
attenzione dai tecnici, sia del diritto che dell’ambiente, al
fine di evitare, stavolta per davvero, una catastrofe senza
precedenti. Tanto si doveva, ad onor del vero, nella certezza
che si potrà dimostrare nelle sedi opportune la completa
estraneità ai fatti della Società che difendo, provando – contro
sbrigativi soloni – a restituire fiducia a chi sceglie di
passare le proprie vacanze in un territorio già ampiamente
martoriato per motivi ben più seri, il quale trova, nella
trasparenza del mare, auspici e certezze”. (ANSA).
Fonte Ansa.it