
Il vasto fronte di fuoco che
ha minacciato per circa una settimana il versante calabrese del
Parco nazionale del Pollino ha distrutto circa mille ettari di
vegetazione. A tracciare un primo e provvisorio bilancio di
quanto accaduto è stato il commissario straordinario dell’Ente
Parco, Luigi Lirangi.
Secondo i dati provvisori forniti dal commissario dell’Ente
Parco “le fiamme hanno mandato in fumo complessivamente circa
900 ettari di territorio. I comuni più colpiti sono Morano
Calabro (circa 600 ettari), San Basile (circa 178 ettari) e
Saracena (circa 140 ettari). L’incendio ha distrutto in
prevalenza ampie zone di macchia mediterranea, boschi misti di
latifoglie e conifere (con una netta prevalenza di leccio) e una
fustaia di pino nero derivante da un vecchio rimboschimento”.
“Ringraziando il cielo – ha dichiarato Lirangi – la parte più
pregiata e vulnerabile del nostro patrimonio naturale è stata
interamente preservata. I secolari pini loricati, le roverelle
secolari e i boschi più rari situati alle quote più elevate non
sono stati intaccati dalle fiamme. I roghi non hanno mai
raggiunto il Dolcedorme né i versanti più incontaminati della
catena montuosa e l’incendio, originariamente, non è scoppiato
all’interno dell’area protetta, bensì in una zona esterna al
perimetro del Parco e le condizioni meteorologiche estreme,
caratterizzate da temperature elevate, siccità e forti raffiche
di vento, hanno successivamente spinto le fiamme all’interno
dell’area protetta calabro – lucana”.
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Fonte Ansa.it