
Una “gravissima aggressione” ai
danni di un agente di polizia penitenziaria è stata compiuta
oggi da un detenuto nel carcere di Potenza. Lo denunciano il
segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, e quello lucano,
Saverio Brienza: “Non possiamo più assistere alla sistematica
esposizione dei nostri poliziotti alla violenza senza dotarli
degli strumenti necessari per difendersi”.
L’agente “ha riportato diverse ferite alla testa e al volto
ed è stato accompagnato d’urgenza al Pronto soccorso
dell’ospedale San Carlo di Potenza”, hanno spiegato i
rappresentanti sindacali, per i quali “chi aggredisce un
poliziotto aggredisce lo Stato. E lo Stato non può permettersi
di apparire debole proprio nei luoghi nei quali esercita una
delle sue funzioni più delicate: la custodia e la sicurezza. Il
personale della Polizia Penitenziaria non può essere mandato
allo scontro a mani nude contro detenuti violenti. Chiediamo al
ministro della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione
penitenziaria di passare immediatamente dalle parole ai fatti.
Servono organici adeguati, organizzazione, formazione e
strumenti di difesa. Ma lo spray al peperoncino, oggi –
concludono Capece e Brienza – non può più essere rinviato”.
E la Fp Cgil Basilicata, attraversa la segretaria Carmen
Sabbatella e il coordinatore regionale per la Polizia
penitenziaria, Rocco ricorda che “il carcere di Potenza registra
un tasso di sovraffollamento superiore al 150%, con 161 detenuti
a fronte di una capienza massima di 107 posti. Altrettanto grave
è la carenza di personale di polizia penitenziaria: in
Basilicata, a fronte di un organico previsto di 424 agenti, ne
sono attualmente in servizio solo 377 tra Potenza, Matera e
Melfi. Per questo, come Fp Cgil, torniamo a chiedere un piano
straordinario di assunzioni straordinario che garantisca agli
uomini e alle donne della polizia penitenziaria il pieno
rispetto dei diritti contrattuali e una maggiore attenzione alla
sicurezza”.
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Fonte Ansa.it