
Un’iniziativa multidisciplinare con
cui il Lucania Film Festival ceebra l’anno di Matera Capitale
mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Con questo
spirito, domenica 8 febbraio, dalle 10.30 alle 13.30, prende
vita a Pisticci (Matera) un percorso esperienziale e sonoro nel
centro storico della città bianca.
L’evento, dal titolo “Soundwalk Mediterraneo”, rientra in
Dialogus Maris, progetto ideato dall’associazione culturale
Allelammie e coerente con i contenuti e le linee guida del
dossier “Terre Immerse”, elaborato dalla Fondazione Matera
Basilicata 2019 per il 2026. L’obiettivo è valorizzare
l’identità mediterranea come spazio di incontro, scambio e
contaminazione culturale.
Soundwalk Mediterraneo rappresenta la prima azione
preliminare del percorso progettuale ed è realizzata con il
patrocinio morale della Fondazione Matera Basilicata 2019 e
della Fondazione Lucana Film Commission.
“Dieci mentori, giovani studenti di musica, creativi,
professionisti e appassionati delle culture mediterranee,
guideranno il pubblico in una passeggiata sonora – si legge in
una nota – alla scoperta dei popoli del Mare Nostrum attraverso
il patrimonio musicale della regione. Ogni mentore “adotta” un
Paese e un brano musicale, presentandone autore, genere e
motivazioni, condividendo l’ascolto collettivo tramite cuffie
wireless (silent system) lungo il centro storico, dalle case
bianche fino al giardino verticale, nuovo attrattore della
città”.
Il percorso musicale spazia dalle sonorità del Chaâbi
marocchino e della tradizione orale di Houcine Toulali, dove la
voce è racconto popolare e memoria collettiva, alla canzone
impegnata di Souad Massi, che intreccia folk nordafricano,
chanson e sensibilità contemporanea. Dall’Egitto di Sayed
Darwish, padre della musica moderna araba, fino al Libano di
Elias Rahbani, autore raffinato che fonde melodia levantina,
arrangiamento orchestrale e canzone colta. La passeggiata
attraversa poi la Grecia urbana e diasporica di Tetos
Demetriades, tra Rebetiko e canzone d’esilio, e approda nel
Mediterraneo meticcio di Vinicio Capossela, dove ballata, musica
balcanica, tradizione italiana e mito si sovrappongono. Le
sonorità gitane e balcaniche di Nazif Celaj raccontano una
musica nomade, fatta di attraversamenti e appartenenze mobili,
mentre il canto adriatico di Oliver Dragojević restituisce la
Dalmazia e il Mediterraneo orientale nella sua dimensione più
intima e marinara. Il cammino musicale si conclude con la Spagna
contemporanea, tra il Flamenco reinventato di Rosalía, che
dialoga con elettronica e pop globale senza perdere la forza
arcaica del cante jondo, e la voce di Sílvia Pérez Cruz, capace
di muoversi tra flamenco, canzone d’autore e jazz, trasformando
ogni ascolto in un gesto emotivo e narrativo. Lungo le strade
della città bianca, queste musiche scorrono come vene tra i
calanchi fino alla tappa finale: un pranzo di comunità con
piatti ispirati alle tradizioni di Turchia ed Egitto.
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Fonte Ansa.it