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Siulp Potenza, tutelare chi quotidianamente opera nel Cpr

Il Siulp (Sindacato italiano
unitario lavoratori di Polizia) esprime “il proprio profondo
cordoglio per la tragica morte del giovane tunisino, Lassoueed
Dhoui, di 30 anni, avvenuta il 10 agosto all’interno del Centro
di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio (Potenza).
    Un episodio drammatico che non può lasciarci indifferenti e che
impone una riflessione seria, servono decisioni chiare e
coraggiose. Il cordoglio per una vita spezzata e la tutela di
chi quotidianamente opera nella struttura non sono questioni
contrapposte: sono due responsabilità che vanno garantite
contemporaneamente.”.
    Nella nota firmata dal segretario provinciale, Giuseppe
Trombetta, il sindacato è evidenziato che “al tempo stesso,
riteniamo doveroso condannare con fermezza gli scontri e gli
episodi di violenza verificatisi all’interno del Cpr a seguito
della tragedia, inaccettabile è il bilancio dei feriti degli
appartamenti al Reparto Mobile di Napoli. Qualunque situazione
di disagio o protesta non può trasformarsi in aggressioni,
danneggiamenti o in condizioni tali da
mettere a rischio l’incolumità del personale chiamato
quotidianamente a garantire sicurezza e ordine all’interno della
struttura”.
    Secondo il Siulp, “gli eventi delle ultime ore dimostrano,
ancora una volta, quanto sia diventata complessa e delicata la
gestione del Cpr di Palazzo San Gervasio. Una realtà che
richiede professionalità, presenza costante e soprattutto
risorse umane adeguate e non le solite dichiarazioni di
circostanza e con l’ennesima solidarietà spicciola e di
facciata. Da tempo immemore il Siulp di Potenza denuncia
criticità nella consistenza numerica del personale impiegato,
basti pensare che con la capienza di 116 ospiti (105 presenti)
il Dipartimento non aggrega personale del ruolo Funzionari,
fondamentali per la gestione sul campo delle criticità, e che
invece a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, al Cpr di
Macomer vi sia una capienza di 50 ospiti (16 presenti) e
funzionari aggregati”.
    Il Siulp di Potenza “è stanco di contare i feriti e di
assistere passivamente a questo gioco al massacro sulla pelle
dei
poliziotti, oltre ad assistere da parte di alcune fazioni alle
becere insinuazioni sulla deontologia professionale di chi paga
con la propria incolumità fisica il compiere il proprio dovere.
    Per questo chiediamo con forza che la segreteria nazionale
intervenga immediatamente attraverso un significativo
potenziamento del personale del ruolo funzionari in primis”.
    Secondo il sindacato, “non è più rinviabile una risposta
concreta alle criticità che quotidianamente vengono affrontate
dagli operatori. Non si può pretendere di gestire situazioni di
tale complessità con organici insufficienti e senza garantire un
adeguato rapporto tra personale impiegato e persone presenti
all’interno del Centro. La sicurezza degli ospiti della
struttura e quella degli operatori devono necessariamente
procedere di pari passo. Per
questo riteniamo indispensabile mettere il personale nelle
condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con adeguati
numeri, mezzi e strumenti operativi. La nostra organizzazione
sindacale continuerà a vigilare sulla situazione e chiede che
quanto accaduto rappresenti un
punto di svolta: servono risposte immediate, maggiore presenza
di personale e un piano concreto per affrontare le
criticità del Cpr di Palazzo San Gervasio. Il cordoglio per una
vita spezzata e la tutela di chi quotidianamente opera nella
struttura non sono questioni contrapposte: sono due
responsabilità che vanno garantite contemporaneamente”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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