
Proteggere la cucina italiana
significa proteggere una civiltà. È da questa visione che – come
ricordato in una nota – “nasce la Luigi Diotaiuti Foundation,
creata per dare forza, struttura e concreta continuità a un
impegno maturato nel tempo nella tutela delle tradizioni
gastronomiche italiane. Alla base della Fondazione c’è il
percorso umano e professionale dello chef Luigi Diotaiuti,
originario di Lagonegro (Potenza), ambasciatore della cucina
italiana e lucana nel mondo da oltre vent’anni anni, che ha
trasformato l’esperienza costruita tra territori, comunità e
culture in un progetto capace di incidere nel tempo, mettendo in
rete saperi, competenze e responsabilità”.
La Fondazione “opera come realtà pionieristica nella
protezione e valorizzazione della cucina italiana antica e
tradizionale, intesa come patrimonio culturale, identitario e
sostenibile, in linea con i valori riconosciuti dall’Unesco. Un
lavoro che si traduce in ricerca, divulgazione e azione
concreta, con l’obiettivo di salvaguardare pratiche culinarie,
saperi agricoli e tradizioni pastorali a rischio di scomparsa.
Attraverso la Luigi Diotaiuti Foundation sono stati promossi e
organizzati forum, congressi e progetti di respiro
internazionale, creando un dialogo continuo tra comunità locali,
agricoltori, allevatori, ristoratori, produttori e studiosi, e
favorendo modelli alimentari fondati sul rispetto della
biodiversità, della stagionalità e dell’ambiente”.
Tra le principali iniziative della Fondazione “figurano – è
scritto nel comunicato – PastaLab, laboratorio di ricerca e
sperimentazione sulla pasta tradizionale attivo tra Italia e
Stati Uniti; Sirino in Transumanza, evento annuale dedicato a
una pratica millenaria che tutela il paesaggio e il benessere
animale; la promozione dei grani antichi e il Forum Mondo Pane;
il Congresso Internazionale biennale dedicato alle cucine
arcaiche; il docufilm ‘Transumanza’: un’antica pratica con
valori moderni’, vincitore del Golden Leaf all’Italia Green Film
Festival e che sarà disponibile su Amazon Prime Video. Nel corso
del 2026 la Fondazione sarà inoltre protagonista di un evento
pastorale dedicato alle specie di capre italiane (ottobre), con
particolare attenzione a quelle in via di estinzione, e di un
progetto innovativo sulla pasta e la cucina tradizionale,
pensato come ponte tra memoria, sostenibilità e futuro. Questa
visione prende forma anche nel piatto. Gesti essenziali,
ingredienti autentici, sapori identitari: per citarne alcuni,
dagli gnocchi di Fardella al pomodoro fresco alle laganelle,
considerate la pasta più antica della tradizione italiana, fino
al caciocavallo, simboli di una cucina che unisce territorio,
memoria e innovazione”.
“La cucina italiana non è solo cibo: è cultura, storia,
sostenibilità e bellezza – sottolinea Luigi Diotaiuti –
difenderla significa custodire un patrimonio che appartiene a
tutti”. In un’Italia che accoglie oltre 75 milioni di visitatori
l’anno e dove il rischio di omologazione e industrializzazione
del gusto è sempre più concreto, la Luigi Diotaiuti Foundation “lancia un messaggio chiaro: la tradizione non è nostalgia, ma
futuro. E va protetta, oggi più che mai”.
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Fonte Ansa.it