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La denuncia dell’Aisla, in Basilicata fondo Sla non ripristinato

Una mobilitazione pubblica è stata
promossa a Potenza, per venerdì 7 novembre, alle ore 11, nei
pressi della sede della Regione Basilicata, dall’Aisla
(Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) per
chiedere che “il Fondo Sla venga ripristinato immediatamente,
con risorse stabili e adeguate. Senza – è scritto in un
comunicato diffuso dalla stessa Aisla – si condanna alla
solitudine chi lotta per vivere. La Regione deve ripristinare
subito un sostegno essenziale alla vita”.
    Nella nota, in particolare, è messo in evidenza che “la causa
della mobilitazione è chiara: il Fondo regionale Sla non è stato
ripristinato, gli assegni di cura rimangono bloccati e ridotti a
500 euro, e le cure domiciliari non hanno prospettive di
rafforzamento. Da mesi più di 50 famiglie lucane vivono in un
limbo di silenzio e incertezza, con promesse di dialogo e
attenzione che non si sono mai concretizzate”.
    Secondo l’Aisla, “quello della Regione Basilicata non è un
semplice ritardo burocratico, ma una scelta politica e
istituzionale. Non è accettabile che le persone più fragili —
dichiara Mimmo Santomauro, referente dell’Aisla Basilicata —
debbano scendere in piazza per vedere riconosciuti i propri
diritti: ogni giorno di silenzio pesa come un torto sulla vita
dei cittadini più vulnerabil”.
    “Abbiamo scritto, chiesto, sollecitato incontri e risposte —
aggiunge Pina Esposito, segretaria nazionale dell’Aisla — e
nulla è arrivato. La Regione ha scelto di non decidere. Questo
silenzio non è neutrale: è una precisa responsabilità politica
che pesa sulle famiglie, ogni giorno”.
    “Le istituzioni parlano del diritto alla morte — sottolinea
Fulvia Massimelli, presidente nazionale dell’Aisla — ma qui c’è
una comunità che sta chiedendo semplicemente di poter vivere.
    Chi lotta ogni giorno contro una malattia che toglie tutto non
può essere lasciato indietro. La vita è il primo diritto da
difendere, conclude Massimelli.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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