
“Il provvedimento adottato dalla
Regione Basilicata” per la tartufaia sulla costa ionica “è il
risultato di un percorso tecnico-amministrativo sviluppato nel
pieno rispetto della normativa vigente e fondato su verifiche,
valutazioni e accertamenti effettuati dagli uffici e dagli enti
competenti”. E’ quanto scritto in una nota diffusa dall’ufficio
stampa della Giunta.
“In riferimento alle recenti notizie apparse sulla stampa in
merito al Decreto del presidente della Giunta regionale n. 96
del 21 aprile 2026, relativo al riconoscimento della tartufaia
all’interno della pineta della costa ionica lucana – è scritto
nella nota – si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti per
una corretta informazione dell’opinione pubblica.Il
riconoscimento della tartufaia controllata rappresenta una
scelta orientata alla tutela e alla valorizzazione di un
patrimonio naturale di grande pregio per la Basilicata.
L’obiettivo è garantire una gestione sostenibile della risorsa
tartufigena, contrastando fenomeni di sfruttamento non
regolamentato che potrebbero compromettere l’equilibrio
dell’ecosistema forestale e la naturale capacità di riproduzione
delle specie presenti. La gestione controllata dell’area
consentirà di promuovere attività di monitoraggio, ricerca e
manutenzione forestale, favorendo la conservazione del
patrimonio ambientale e delle condizioni ecologiche che rendono
possibile la produzione spontanea del tartufo. È importante
sottolineare che il riconoscimento della tartufaia non comporta
alcuna esclusione dei cavatori autorizzati. Al contrario,
consentirà di disciplinare in modo chiaro e sostenibile le
modalità di accesso e raccolta, garantendo la fruizione della
risorsa da parte dei possessori di regolare patentino nel
rispetto dell’ambiente e della sua conservazione”.
Nel comunicato è inoltte messo in evidenza che “il progetto
interessa oltre 143 ettari di superficie pubblica, ricadenti nel
patrimonio Alsia, e rappresenta una delle più significative
azionidi tutela e valorizzazione della filiera del tartufo in
Italia.L’obiettivo è favorire la crescita di una filiera
moderna, trasparente e sostenibile, capace di coniugare tutela
ambientale, ricerca scientifica, qualità delle produzioni e
opportunità di sviluppo per il territorio. Il provvedimento
adottato dalla Regione Basilicata è il risultato di un percorso
tecnico-amministrativo sviluppato nel pieno rispetto della
normativa vigente e fondato su verifiche, accertamenti e
valutazioni effettuate dagli uffici e dagli enti competenti. In
tale contesto, Alsia ha comunicato, già il 14 gennaio 2026, al
Comando Gruppo Nucleo Carabinieri Forestale di Matera l’avvio
dell’iter finalizzato al riconoscimento della tartufaia,
nell’ambito della consueta collaborazione istituzionale tra
amministrazioni pubbliche. Le attività istruttorie svolte e le
successive verifiche sul campo hanno consentito l’adozione del
Decreto Presidenziale n. 96/2026 sulla base di elementi tecnici
e nel rispetto delle procedure previste dalla legge. Lo stesso
provvedimento prescrive, inoltre, specifici interventi di
mantenimento e miglioramento della tartufaia da realizzare nel
corso del quinquennio di validità del riconoscimento, che
dovranno, comunque, essere preventivamente autorizzati dalle
competenti autorità”.
La Regione Basilicata e l’Alsia “continueranno a promuovere
un modello di gestione delle risorse naturali capace di
coniugare tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio
pubblico e sviluppo economico dei territori, nella convinzione
che la salvaguardia della biodiversità e delle eccellenze lucane
rappresenti un investimento concreto per il futuro delle
comunità locali”.
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Fonte Ansa.it