
“Nel ricordare il 23 novembre
1980, non rivolgiamo lo sguardo indietro solo per onorare il
dolore, ma per attingere a quella forza atavica che ci ha
permesso di risollevarci. Vorrei che, in questa giornata, ogni
lucano ritrovasse non solo il senso della perdita, ma anche
l’orgoglio della resilienza e la capacità di speranza”. Lo ha
detto – attraverso l’ufficio stampa della Giunta lucana – il
presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nel 45/o
anniversario del terremoto che colpì Campania e Basilicata.
“C’è una sera che per noi lucani – ha aggiunto il governatore
– non è mai finita. Un’ora, le 19:34 del 23 novembre 1980, che
assomiglia a quelle foto ingiallite che tieni nel portafoglio:
un attimo di dolore fermato, che però ti accompagna e ti
definisce per sempre. Non è solo la cifra del calendario che
torna, è il sapore di polvere e freddo che risale alla gola,
anche per chi ha appreso quei momenti dai racconti dei padri e
dalle prime pagine urlanti dei giornali”.
Secondo Bardi, “il terremoto ci ha messo di fronte a una
verità brutale: siamo fragili. Fragili come le nostre case,
fragili come i legami che una scossa può spezzare. Ha lasciato
dietro di sé il rumore assordante del silenzio e l’immagine
indimenticabile dei nostri paesi distrutti. Oggi, il mio
pensiero va innanzitutto a quelle vittime che non dimenticheremo
mai, a quel vuoto che nessuna ricostruzione, per quanto
necessaria, potrà mai colmare. Eppure, in quel buio, è successo
il miracolo che solo l’Italia sa fare: la solidarietà. L’urlo
disperato del ‘Fate Presto’ si è scontrato con l’arrivo
silenzioso ma massiccio di migliaia di uomini e donne, militari,
volontari, semplici cittadini, da ogni angolo del Paese. Sono
stati loro il nostro argine. Questa, forse, è la vera lezione
del 1980: siamo un popolo che, quando il cielo crolla, sa
mettere da parte le chiacchiere e diventare una cosa sola”.
“Ma l’anniversario – ha proseguito il presidente della
Regione Basilicata – non è solo lacrime e memoria. È anche
l’obbligo morale di non ripetere gli errori. Abbiamo imparato
sulla nostra pelle che la prevenzione non è un costo, ma l’unica
vera polizza sulla vita. Oggi, la nostra Università, nata anche
come risposta a quella tragedia, sforna menti brillanti in
ingegneria sismica: una piccola grande rivincita del sapere
sulle macerie. Siamo impegnati, in Basilicata, a colmare il gap
di sicurezza che ancora c’è, a trasformare le lezioni di quel
giorno in azioni concrete e durature. La sicurezza dei cittadini
è un valore che viene prima di tutto”, ha concluso Bardi.
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Fonte Ansa.it