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Al Mic presentato il dossier di Aliano 2027

“Siamo orgogliosi di sostenere Aliano in questo percorso. La cultura è un motore fondamentale per lo sviluppo e la coesione sociale, e questa candidatura rappresenta un’occasione per mostrare al mondo le eccellenze della nostra terra”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a margine dell’audizione pubblica al Ministero della Cultura per la presentazione del dossier sulla candidatura di Aliano a Capitale italiana della Cultura 2027.
    L’incontro – è specificato nella nota diffusa dall’ufficio stampa della Giunta lucana – si è tenuto questa mattina nella sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, a cui sono intervenuti il sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo, l’assessore regionale alla Salute e al Pnrr, Cosimo Latronico, il Capo di Gabinetto della Regione Basilicata, Gianpiero Perri, e Annalisa Percoco della Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), incaricata della presentazione del dossier “che – sottolinea Bardi – mira a valorizzare Aliano come simbolo di rinascita culturale e sviluppo sostenibile, mettendo in luce le peculiarità storiche, artistiche e paesaggistiche del territorio”.
    “La candidatura di Aliano – ha detto Latronico durante l’audizione – si inserisce in una più ampia strategia regionale per la valorizzazione delle aree interne e la rigenerazione dei borghi attraverso la cultura. Quest’ultima, infatti, non è solo un elemento identitario, ma una vera e propria infrastruttura di welfare, capace di attivare servizi essenziali, creare occupazione qualificata e migliorare il benessere collettivo.
    Aliano incarna perfettamente la trasformazione della Basilicata: da terra di emigrazione a terra di resilienza e di benessere. La cultura – ha proseguito l’assessore lucano – è un fattore trasversale che incide su diversi ambiti, dall’attrattività turistica alla formazione del capitale umano, fino alla coesione sociale e territoriale. Le aree interne, spesso colpite da spopolamento e marginalizzazione, possono diventare protagoniste di un modello di sviluppo più sostenibile. Questi territori sono strategici per la tutela delle risorse naturali, la transizione energetica, il rafforzamento delle filiere produttive locali e la riduzione della pressione sulle aree urbane congestionate”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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