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Wwf ‘con l’orso Juan Carrito comportamenti sbagliati’

(ANSA) – L’AQUILA, 05 MAR – “L’orso o lo vogliamo o non lo
vogliamo, se diciamo di volerlo, allora dobbiamo fare di tutto
perché possa frequentare in maniera sicura e naturale i nostri
territori, senza farne un animale da circo attratto nei paesi
affinché i turisti possano fotografarlo con i telefonini”. E’
quanto dichiara Dante Caserta, vice presidente Wwf Italia,
intervenendo nella vicenda dell’orso Juan Carrito, uno dei
quattro della cucciolata di Amarena, negli ultimi tempi
avvistato più volte a Roccaraso (L’Aquila). “L’Ispra,
rispondendo a una richiesta del 3 marzo formalizzata da Parco
Nazionale della Maiella e Regione Abruzzo di concerto con gli
altri enti coinvolti – ricorda il Wwf – ha dato parere
favorevole alla cattura dell’Orso M20”. Il Wwf ricorda che l’orso marsicano è una specie presente
solo in questo territorio con una sessantina di individui: “perderne anche solo uno sarebbe un duro colpo alla possibilità
di salvezza dall’estinzione della popolazione e agli sforzi di
conservazione messi in campo in primis da Parchi e associazioni,
anche grazie a progetti come il LIFE ARCPROM “. L’orso, da tempo
radiocollarato, ricorda ancora la nota Wwf, era stato già
catturato lo scorso dicembre e rilasciato in montagna, ma poco
dopo era tornato a frequentare Roccaraso.
    Nell’area faunistica di Palena (Chieti) dove sarà portato
dopo la cattura sono già presenti tre femmine di orso di origine
euro-asiatica. “Pur nella consapevolezza che la complessità
della situazione non poteva avere soluzioni semplici, resta da
chiedersi se è stato fatto veramente tutto per evitare un
passaggio così triste”.
    “Sicuramente va dato atto al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio
e Molise di aver messo in atto uno sforzo notevole seguire Juan
Carrito, con collaborazione con enti come il Parco Nazionale
della Maiella, per evitare la sua cattura: a tutti i veterinari,
guardia-parco, Carabinieri-forestali va un grande
ringraziamento. Ma sono mancate quelle attività gestionali e di
prevenzione che si sarebbero dovute svolgere nelle aree
interessate dalla presenza dell’orso, a partire da Roccaraso.
    Abbiamo visto comportamenti profondamente sbagliati che non
hanno fatto altro che rendere sempre più confidente Juan
Carrito. La mancanza di misure di prevenzione basilari come i
cassonetti anti-orso, il ripetuto abbandono di cibo in strada,
il continuo rincorrere l’orso anche con cani a seguito sono
comportamenti che da anni si raccomanda di evitare e che invece
si sono ripetuti per mesi senza alcuna sanzione”.
    “Rischiare di perdere un giovane di orso marsicano,
sottraendolo alla sua vita naturale per rinchiuderlo in un’area
faunistica a causa di mancate azioni di prevenzione da parte di
enti competenti, a partire dai Comuni, è un atto gravissimo per
la conservazione della specie”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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