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Terremoti: Uda coordina ricerca su liquefazione terreno

(ANSA) – CHIETI, 16 LUG – Aumentare le conoscenze sui
meccanismi che regolano il fenomeno cosismico nei terreni
sabbioso-limosi e verificare le prestazioni di fondazioni
profonde nella mitigazione del rischio di liquefazione è
l’obiettivo di una attività di ricerca sui fenomeni della
liquefazione del terreno in corso a Terre del Reno (Ferrara), al centro del territorio interessato dal terremoto che ha
colpito l’Emilia nel 2012.
    La ricerca, è coordinata dal Dipartimento di Ingegneria e
Geologia dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto
dal professor Marcello Vasta: la sperimentazione si basa
sull’applicazione della tecnica del “blast test”, che ha
l’obiettivo di riprodurre, a scala locale, la liquefazione
mediante l’utilizzo di microcariche esplosive. Il progetto, nato
dagli studi sulla liquefazione avviati nel 2016 dall’INGV, vede
la collaborazione della statunitense “Brigham Young University”,
dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia,
dell’università di Padova e di “Geofondazioni” di Martellago
(Venezia).
    Il gruppo di ricerca, unico in Italia ad utilizzare la
tecnica del “blast test” negli studi sulla liquefazione, è
coordinato dal professor Kyle M. Rollins della “Brigham Young
University”. Ricerche analoghe sono state recentemente svolte
dallo stesso gruppo anche negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
    I risultati delle attività sono stati pubblicati in riviste
scientifiche internazionali e sono tuttora oggetto di diversi
convegni e workshop.
    “La ricerca scientifica – spiega la dottoressa Sara Amoroso,
ricercatrice e coordinatrice dell’attività di ricerca per il
Dipartimento Ingeo della “d’Annunzio” – si propone di aumentare
le conoscenze sui meccanismi che regolano il fenomeno cosismico
nei terreni sabbioso-limosi e di verificare le prestazioni di
fondazioni profonde nella mitigazione del rischio di
liquefazione. Allo scopo si è programmato di analizzare il
comportamento di pali troncoconici prefabbricati in cemento
armato centrifugato, posti in opera mediante battitura, al fine
di ottenere dati reali ed elementi innovativi per la
progettazione ingegneristica in terreni granulari saturi”.
    (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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