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Smabiodur, c’è anche UniTe nello studio delle colture di frumento duro

Droni, sensori spettrali, ‘machine
learning’ e biostimolanti al servizio del frumento duro: giovedì
26 febbraio alle ore 15.30, nella Sala delle lauree del Polo
didattico ‘D’Annunzio’ dell’Università di Teramo, si terrà il
workshop conclusivo del progetto SMABIODUR, finanziato dal
ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei fondi
PRIN 2022 PNRR. L’evento riunisce ricercatori, esperti e
operatori del settore per presentare i risultati di anni di
sperimentazione su uno dei sistemi colturali più strategici
dell’agricoltura italiana.
    A inquadrare la posta in gioco è il coordinatore nazionale
del progetto, Michele Pisante, ordinario di Agronomia
all’Università di Teramo: “Il frumento duro è la coltura più
estesa d’Italia con circa 1,2 milioni di ettari coltivati,
materia prima insostituibile per l’industria molitoria e
soprattutto per la pasta italiana, uno dei simboli
dell’eccellenza del Made in Italy e tra le voci più rilevanti
dell’export agroalimentare nazionale. Migliorarne l’efficienza
gestionale, riducendo sprechi e stress colturali, significa
tutelare un’intera filiera”. Le ricerche del progetto SMABIODUR
hanno integrato l’impiego dei biostimolanti con strumenti
avanzati di Agricoltura di precisione: monitoraggio satellitare
continuo, droni e piattaforme aeree senza pilota, sensori
termici e spettrali, fino ad applicativi di machine learning per
l’elaborazione dei dati.
    L’obiettivo è diagnosticare precocemente situazioni di stress
delle piante su larga scala, in modo preciso, rapido e a basso
costo, rendendo queste tecnologie accessibili a un numero
maggiore di operatori agricoli.
    Dopo i saluti del rettore, Christian Corsi, i lavori si
apriranno con l’intervento introduttivo di Pisante. Seguirà la
relazione di Antonio Ferrante della Scuola Superiore Sant’Anna
di Pisa, curatore del volume ‘I Biostimolanti in Agricoltura’
per Edagricole-Tecniche Nuove. La presentazione dei risultati
sarà a cura dell’Università di Teramo e dell’Università di
Salerno. Nella seconda sessione interverranno i referenti delle
aziende produttrici dei biostimolanti coinvolte nelle prove
sperimentali.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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