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Rigopiano, Della Vigna ‘sentenza riconosce responsabilità e omissioni’

“La tragedia di Rigopiano non è
stata un’imprevedibile fatalità naturale, ma il risultato di una
catena di omissioni, negligenze e sottovalutazioni del rischio”.
    Lo afferma l’avvocata Wania Della Vigna, legale di parte civile,
commentando le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello
di Perugia. Il riferimento è soprattutto alla mancata redazione
della Carta di localizzazione del pericolo valanghe (Clpv).
    Nelle motivazioni la Corte rileva che senza la Clpv non potevano
essere attivati i successivi meccanismi di prevenzione e
protezione del rischio valanghe. “È stata finalmente
riconosciuta la sussistenza delle responsabilità e delle
posizioni di garanzia” sottolinea Della Vigna.
    Secondo l’avvocata, la mancata attuazione della Clpv e la
gestione inadeguata dell’emergenza e della viabilità avrebbero
privato le vittime di una misura di salvaguardia decisiva. Un
passaggio che, nella lettura della parte civile, rafforza il
quadro delle responsabilità emerso dal giudizio.
    Per Della Vigna, la decisione “restituisce dignità alla
memoria delle 29 vittime e verità ai familiari” e rappresenta
anche un monito sul tema della prevenzione e della sicurezza del
territorio.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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