
(ANSA) – ROMA, 27 SET – Banca Popolare di Bari chiude il
semestre con una perdita di 101 milioni di euro a causa delle
rettifiche sui crediti e dell’accantonamento ‘una tantum’ di
circa 53 milioni a fronte dell’adesione al Piano di
incentivazione all’esodo. Per l’ad Giampiero Bergami i “risultati sono come da piano. Resta immutato l’obiettivo di
dare continuità all’operatività e rilanciare la Banca”: Il
manager ricorda che “dopo anni di gestione dissennata, la Banca
aveva accumulato perdite per 1.600 milioni di euro. Adesso
rileviamo i primi segnali incoraggianti sulla dinamica dei
ricavi e il controllo dei costi grazie al grande impegno profuso
da tutti colleghi. Nel semestre l’istituto di credito ha visto “una lieve crescita degli impieghi a 5.219,1 milioni (+1%). La “profonda attività di revisione della composizione delle forme
tecniche” ha portato la Raccolta Diretta da Clientela a un
valore di 6.367,2 (-2,5% ).
Le rettifiche di valore nette si attestano a 46,8 milioni di
euro portando, assieme all’incentivazione all’esodo, i costi
operativi a 186,5 milioni che risultano in contrazione.
L’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale degli
impieghi è al 9,1% mentre lo stesso indicatore al netto delle
rettifiche di valore (NPE Ratio Netto) è pari al 5,1% . La banca
infine afferma di mantenere “livelli più che adeguati
relativamente alla posizione di liquidità e di buona solidità
patrimoniale”. L’indice CET 1 Ratio si posiziona al 16,8% contro
il 20,0% di fine 2020. (ANSA).
Fonte Ansa.it