
Dall’eremo di Sant’Onofrio al
Morrone, che sovrasta la città di Sulmona, è partito il cammino
del Fuoco del Morrone, che per la 46/ma volta segna l’inizio
della Perdonanza Celestiniana.
Il corteo rievoca il percorso intrapreso da Pietro del
Morrone, poi Papa Celestino V, che proprio dall’eremo abruzzese
partì nel 1294 per raggiungere L’Aquila e ricevere la tiara
pontificia dal Conclave di Perugia.
“È un rito che ogni anno – ha spiegato Pierino Giorgi,
coordinatore del Movimento Celestiniano – rappresenta un invito
a rinnovare lo spirito di umiltà, pace e condivisione che ha
guidato Celestino. Un messaggio particolarmente attuale che è
ormai patrimonio diffuso in tante comunità, un messaggio
concreto di riconciliazione fra i popoli, specie in un momento
storico delicato: si guardi a quanto accade in Israele, si
guardi a quei bambini”.
Dopo l’accensione ufficiale, alla presenza del sindaco di
Pratola, Antonella Di Nino, e di don Benjamin Bra, viceparroco
locale, la fiaccola è stata traslata nella chiesa di San Pietro
Celestino a Bagnaturo, per i saluti istituzionali, la firma
della pergamena delle “Perdonanze locali” e la lettura della
Nuova Bolla celestiniana del perdono e della riconciliazione.
Il fuoco percorrerà l’Abruzzo centrale lungo il Cammino di
Celestino V, toccando borghi, chiese e piazze con un messaggio
di pace e condivisione. L’arrivo è previsto sabato 23 agosto
all’Aquila, a piazza Palazzo, per l’accensione del Tripode della
Pace che aprirà la Perdonanza Celestiniana 2025.
Un’edizione che ricorda anche padre Quirino Salomone, guida
spirituale del Movimento Celestiniano, a cui è dedicato il
cammino di quest’anno.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it