
(ANSA) – L’AQUILA, 19 MAG – In Abruzzo, la regione verde dei
Parchi, il Consiglio regionale con i voti della maggioranza di
centrodestra, taglia 14mila ettari del parco regionale Velino
Sirente. Dopo la decisione di ieri sera terminata tra le
polemiche per la cancellazione con la norma “ghigliottina” di
circa 10mila emendamenti presentati dalle opposizioni di
Centrosinistra e Movimento Cinque stelle, divampa la polemica.
In particolare gli ambientalisti parlano di “scelta scellerata”.
Definisce una “vera e propria barbarie” il taglio di 14.000
ettari del Parco Sirente”, Maurizio Acerbo, segretario nazionale
del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. Per
la stazione ornitologica abruzzese si tratta di grave errore di
fondo della Regione in contrasto con le norme europee. Tutto ciò
mentre il vice presidente con delega ai Parchi, Emanuele
Imprudente, della Lega, in una conferenza stampa dice “basta con
le polemiche strumentali su una riperimetrazione che ha
interessato aree non di pregio di 6.500 ettari non 10 mila o 18
mila come detto ieri dalle opposizioni in consiglio”. “L’Abruzzo da ieri è più povero, la norma vede la riduzione
di ben oltre 10.000 ettari dell’unico Parco regionale della
Regione Abruzzo, addirittura maggiore di quella ipotizzata nelle
proposte finora esaminate”, tuonano ambentalisti -. Nei mesi
scorsi le Associazioni ambientaliste hanno messo in atto una
grande mobilitazione, la petizione on line ha raggiunto quasi
128.000 firme, per un appello rivolto al Presidente della
Regione e all’Assessore all’ambiente”. “Sono anni che ci
provano – attacca Acerbo -. Alla fine ci sono riusciti. Le lobby
dei cementificatori e dei cacciatori sono riuscite a ottenere la
riperimetrazione del parco. Le dimensioni del taglio sono
enormi. La maggioranza di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia
è andata ben oltre i tentativi precedenti. Il presidente
Marsilio catapultato dalla Roma di Alemanno in Abruzzo da
Giorgia Meloni, passerà con questo voto alla storia”. (ANSA).
Fonte Ansa.it