
L’assemblea costitutiva della nuova città di Pescara chiede più tempo alla Regione per la creazione della realtà che nascerà dalla fusione del capoluogo adriatico con Montesilvano e Spoltore. L’aula, con 38 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto, ha infatti approvato la relazione predisposta dal responsabile dell’Ufficio di fusione Fabio Zuccarini, che certifica l’impossibilità, allo stato attuale, di completare il percorso nei tempi fissati dalla legge regionale e indica la necessità di un differimento tecnico. La decisione passa ora alla Regione Abruzzo.
La relazione ricostruisce il lavoro svolto dal 2023 ad oggi e attesta che non ci sono ancora le condizioni tecnico-giuridiche per considerare concluso il processo. Sono stati adottati i tre regolamenti fondamentali del nuovo Comune – contabilità, Consiglio comunale, uffici e servizi – ma restano cinque macro-funzioni ancora gestite autonomamente dai tre enti. Tra le criticità figurano la frammentazione dei contratti e dei modelli di gestione, con concessioni in scadenza tra il 2028 e il 2036, il disallineamento degli ambiti territoriali, soprattutto per i servizi sociali, e la presenza di sistemi informatici e modelli organizzativi differenti. Secondo la relazione, procedere alla transizione nei tempi attualmente previsti comporterebbe rischi per la continuità amministrativa. Vengono quindi proposti il rinvio della nascita del nuovo ente, una regia sovracomunale a guida regionale e il potenziamento dell’Ufficio di fusione.
Bocciato, con 38 voti contrari, 11 favorevoli e due astensioni, l’emendamento presentato da Carlo Costantini – promotore del referendum del 2014 sulla fusione – che chiedeva di prendere atto del mancato raggiungimento delle condizioni previste per la fusione e di sollecitare la Regione ad esercitare il potere sostitutivo previsto dalla normativa.
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Fonte Ansa.it