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Mutui, in Abruzzo durata media di 21 anni e 5 mesi, importo 88mila euro

In Abruzzo, a luglio, la durata
media dei mutui è pari a 21 anni e 5 mesi, dato inferiore alla
media nazionale di 24 anni e 6 mesi. Guardando all’importo medio
richiesto, il dato regionale si attesta a 88.328 euro, inferiore
alla media italiana di 143.200, mentre il valore medio degli
immobili è pari a 140.793 euro, inferiore alla media nazionale
di 227.000. In Abruzzo, inoltre, l’età media dei richiedenti è
di 38 anni e 7 mesi, dato inferiore alla media italiana di 40
anni e 2 mesi. È quanto emerge dall’analisi dei dati
dell’Osservatorio di MutuiOnline.it.
    Analizzando i dati provinciali relativi alla regione Abruzzo,
a luglio Teramo risulta la provincia dove i richiedenti di mutuo
sono più giovani (33 anni e 4 mesi in media), mentre a L’Aquila
si registra l’età media più alta (40 anni e 4 mesi). Sul fronte
della durata, i mutui più lunghi si osservano a Teramo, con una
media di 26 anni e 8 mesi, mentre i più brevi si registrano a
L’Aquila (15 anni e 4 mesi). Per quanto riguarda l’importo medio
richiesto, Teramo è in cima alla classifica regionale con
112.000 euro, mentre L’Aquila è la provincia dove si chiedono le
somme minori, pari a 61.667 euro in media. Per quanto riguarda
il valore medio degli immobili, il dato più elevato si rileva a
L’Aquila (181.000 euro), mentre il valore più basso emerge a
Pescara (121.833).
    Più in generale, il Tan medio dei mutui a 20 e 30 anni a
tasso fisso si conferma stabile, con il valore che a luglio si
attesta al 3,33% (media di offerte standard e green), mentre il
variabile, che si conferma l’opzione oggi più conveniente, dopo
il rialzo Bce di giugno sale dal 2,58% al 2,80%.
    “Nonostante l’instabilità geopolitica internazionale e le
tensioni che hanno caratterizzato i mercati nell’ultimo anno, i
tassi fissi sui mutui si confermano su livelli storicamente
vantaggiosi – commenta Matteo Favaro, Coo & Managing director
financial products di MutuiOnline.it – Il confronto tra le
migliori offerte disponibili nel 2025 e quelle rilevate nel 2026
restituisce infatti una variazione contenuta: nel 2026 c’è stata
una lieve risalita rispetto ai minimi di fine 2025. Un
incremento minimo, che conferma la sostanziale tenuta del
mercato del credito immobiliare anche in una fase di forte
incertezza internazionale”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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