
Il sindacato Cgil dell’Aquila,
attraverso l’ufficio vertenze, denuncia il mancato pagamento
delle spettanze rimanenti e del trattamento di fine rapporto nei
confronti dei circa 50 ex dipendenti di Dante Labs,
multinazionale nel campo della genomica con sede nevralgica nel
capoluogo abruzzese, “espulsi dai processi lavoratorivi” circa
due anni fa, e della controllata Fondo Ricerca Medica. La
società per azioni è entrata in crisi negli anni scorsi
licenziando decine di persone ed entrando in percorsi di
ristrutturazione del debito. “In più di un’occasione, e cioè sia in sede giudiziale sia in
sede stragiudiziale, cioè dinanzi all’Ispettorato del Lavoro
dell’Aquila, alla Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo
e al Consiglio Comunale dell’Aquila – spiega la sindacalista
Alessandra Marchionni – la società, per il tramite dei suoi
vertici e dei suoi legali, ha asserito ripetutamente che il
quantum richiesto dai lavoratori e dalle lavoratrici fosse stato
erroneamente calcolato e che tale circostanza li legittimasse a
opporsi in sede giudiziale e stragiudiziale alle richieste di
pagamento avanzate dal personale cessato. In altre parole, la
società ha più volte sostenuto che quanto richiesto dai
lavoratori e dalle lavoratrici di Dante Labs e di Fondo ricerca
medica fosse sbagliato perché calcolato al lordo fiscale,
anziché al netto di tasse e oneri sociali, e che questa fosse,
quindi, una buona ragione per continuare a non pagare”. “Dal canto nostro – sottolinea Marchionni visto e considerato
quanto accaduto sinora, continueremo l’attività vertenziale per
garantire i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che, con
abnegazione e responsabilità, hanno prestato, ciascuno, la
propria attività lavorativa all’interno delle due società”.
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Fonte Ansa.it