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Kentridge e Battiato per aprire il 2026 del Maxxi a Roma

William Kentridge, uno tra gli
artisti più influenti del nostro tempo, torna al Maxxi di Roma
con un nuovo progetto che apre la stagione 2026 del Museo delle
arti del XXI secolo nel segno della creatività e dell’attenzione
alle trasformazioni del mondo. Si intitola Breathe dissolve
return, ed è un’esperienza totale di immagini, suoni e musiche
originali di Philip Miller: a cura di Oscar Pizzo e Franco
Laera, coprodotto dal Maxxi da Change Performing Arts in
collaborazione con William Kentridge Studio, il progetto sarà
allestito dal 30 gennaio nella Galleria 5 del museo, la stessa
che ha appena ospitato esperienza Mother di Bob Wilson e che
torna, così, per una seconda volta, alla sua originaria
vocazione di luogo di incontro e contaminazione tra arti visive
e arti performative. Per aprire l’anno c’è anche un secondo progetto speciale che
è la mostra-evento che celebra il genio di Franco Battiato a
cinque anni dalla sua scomparsa. “Franco Battiato. Un’altra
vita”, a cura di Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, è
un viaggio unico nel talento di un uomo che fu non solo
musicista e cantautore, ma anche poeta, filosofo e
intellettuale. In programma nello Spazio Extra Maxxi dal 31
gennaio, è coprodotta dal Mic e dal Maxxi ed è organizzata da
Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in
collaborazione con la Fondazione Franco Battiato Ets.
    Intanto, dopo il successo al Maxxi L’Aquila arriverà a Roma
il secondo capitolo della monografica dedicata ad Andrea
Pazienza, mentre la sede aquilana di Palazzo Ardinghelli aprirà
il suo 2026 con Ai Weiwei, con la Aftershock, a cura di Tim
Marlow, che esplora l’impatto continuo dei disastri naturali e
dei conflitti causati dall’uomo, della corruzione e delle
tragedie attraverso cinque decenni di carriera dell’artista
cinese, testimoniati con film, video, fotografie, sculture e
installazioni. Sempre in Abruzzo, dove il Maxxi sarà tra i
principali protagonisti di L’Aquila Capitale della Cultura,
troveremo Marinella Senatore con Sond – The School of Narrative
Dance: un percorso di ricerca sul territorio condotto nei primi
mesi dell’anno che culmina in una grande performance fra fine
maggio e l’inizio di giugno trasformando la città in un
palcoscenico diffuso. E troveremo una grande mostra su Fabio
Mauri a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini. Anche a Roma “sarà un anno di novità, di lavori e di cantieri
che trasformeranno la Piazza del Museo in un luogo più verde e
accogliente” sottolinea la presidente della Fondazione Maxxi,
Emanuela Bruni. Nel 2026 infatti l’ingresso del Museo cambierà
di nuovo volto con arredi visionari dello studio spagnolo Takk e
nella Piazza il cemento lascerà il posto al verde grazie al
progetto Grande Maxxi. Il vivo della programmazione arriva poi in primavera: il 2
aprile sarà inaugurata la grande mostra Tragicomica. L’arte
italiana dal secondo Novecento ad oggi, a cura di Andrea Bellini
e Francesco Stocchi: una rilettura ampia e multidisciplinare
della produzione culturale italiana a partire dal dopoguerra. La mostra indaga la componente ironica, comica e autoironica
come tratto distintivo della tradizione italiana con opere di
Elena Bellantoni, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti,
Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Lucio Fontana, Chiara
Fumai, Silvia Giambrone, Valerio Nicolai, Paola Pivi. Nella
stessa occasione aprirà il focus L’archivio della rivista segno.
    Attualità internazionali d’arte contemporanea, 1976 – 2026, a
cura di Paolo Balmas.
    In concomitanza con l’80° anniversario della Repubblica
Italiana inaugurerà poi “Architetture dall’Italia”, a cura di
Pippo Ciorra ed Elena Tinacci. Dal 29 maggio le voci dei grandi
maestri dell’architettura nazionale a cavallo del millennio e i
temi architettonici in cui si è distinta l’Italia repubblicana
saranno il punto di partenza per raccontare i progetti esemplari
realizzati negli ultimi anni da autori italiani in Italia e nel
mondo.
   

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Fonte Ansa.it

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