
Quindici milioni di euro dal
Consiglio dei Ministri per l’Abruzzo e un piano d’urgenza per
ridare normalità a chi, dal 28 marzo scorso, vive nell’incubo
del dissesto idrogeologico. È questo il bilancio del consiglio
comunale straordinario tenutosi questo pomeriggio a Silvi, alla
presenza dei vertici regionali e della Protezione Civile, per
fare luce sulla drammatica situazione del territorio dopo gli
eventi franosi che hanno devastato la zona collinare. La notizia
più attesa è arrivata durante la seduta: il Cdm ha deliberato lo
stato di emergenza nazionale, garantendo lo stanziamento di 15
milioni di euro. Fondi che, come spiegato dall’assessore
regionale alla Difesa del Suolo, Umberto D’Annuntiis, e dal
direttore generale Vincenzo Rivera, permetteranno l’attivazione
di procedure di somma urgenza per interventi rapidi di messa in
sicurezza.
“Registriamo un approccio più tempestivo rispetto al passato”,
ha dichiarato D’Annuntiis, ringraziando l’agenzia regionale di
Protezione Civile guidata da Maurizio Scelli per il presidio
costante, iniziato già durante il sabato di Pasqua.
I dati forniti durante l’assemblea civica delineano un quadro
di estrema fragilità. Ad oggi, l’emergenza coinvolge 7
fabbricati, interessati da ordinanze di sgombero, 3 edifici
crollati e uno situato in ‘zona rossa’ ad alto rischio, 38
persone totali sfollate, appartenenti a 21 famiglie (per un
totale di 23 unità immobiliari, inclusi due laboratori e un
negozio che era già chiuso). Altri tre fabbricati situati ‘sopra
scarpata’ sono stati evacuati a scopo precauzionale per
consentire un monitoraggio costante dei movimenti del terreno.
Resta invece attualmente senza danni, seppur sotto osservazione,
la strada provinciale 29. Due i fronti caldi per la comunità:
l’istruzione e i collegamenti. Dopo la chiusura forzata dello
scorso 28 marzo, è stato annunciato che da domattina gli alunni
della scuola elementare di Silvi Paese torneranno regolarmente
in aula, ospitati presso il plesso della scuola ‘Leonardo Da
Vinci’. Sul fronte viabilità, la Regione ha già messo a
disposizione circa 140mila euro per la progettazione di una
viabilità alternativa alla SP 29, la cui interruzione continua a
pesare sui residenti.
Nonostante lo stanziamento dei fondi, resta un nodo da
sciogliere: perché la collina si è mossa? Nel corso del
Consiglio è stato ribadito che le cause precise degli eventi del
28 marzo non sono state ancora accertate. Studi tecnici e
sopralluoghi operativi, condotti con il supporto della
Protezione Civile Nazionale, sono tuttora in corso per
comprendere la dinamica sotterranea e prevenire nuovi
smottamenti. Alla seduta oltre a diversi consiglieri regionali,
hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale
Lorenzo Sospiri e il capo di Gabinetto Stefano Cianciotta, a
testimonianza della massima attenzione delle istituzioni per
quello che è diventato il caso più critico della regione in
materia di rischio idrogeologico.
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Fonte Ansa.it