
(ANSA) – CHIETI, 01 APR – La crisi del lavoro, nel 2020, in
Abruzzo ha colpito maggiormente il segmento dei giovani, ma meno
che nel resto d’Italia: il calo degli occupati under 35 è del
4,3%, dato migliore rispetto alla media nazionale (5,1%) e a
quella del Mezzogiorno (-6,9%). E’ quanto emerge da un
approfondimento del Centro studi di Confartigianato Chieti
L’Aquila. L’analisi degli ultimi dati dell’Inps su attivazioni e
cessazioni di rapporti di lavoro dipendente di imprese private
evidenzia un saldo, nel 2020, di -14.020. Segno positivo, con più 5.971, per i rapporti di lavoro a
tempo indeterminato, dato che va letto alla luce dell’ampio
utilizzo degli ammortizzatori sociali e della proroga del
divieto di licenziamento. Di particolare rilevanza il segnale di
tenuta dell’apprendistato: l’Abruzzo è una delle regioni che
registrano un saldo positivo (+330). Si tratta, insieme al tempo
indeterminato, dell’unica forma contrattuale a non mostrare un
saldo negativo.
“Tutti i dati attualmente disponibili – osserva il direttore
di Confartigianato Chieti L’Aquila Daniele Giangiulli – sono
assolutamente parziali. Oggi registriamo solo i primissimi
effetti di una crisi destinata a peggiorare nei prossimi mesi.
La politica deve essere in grado di dare risposte adeguate
all’emergenza. Ci auguriamo che la Regione Abruzzo faccia la sua
parte: servono interventi importanti per il rilancio di consumi
ed economia. Servono misure a sostegno dell’occupazione, specie
giovanile. Strumenti come l’apprendistato sono indispensabili e
vanno incentivati. Al contempo, è necessario favorire
un’occupazione stabile e di qualità”.
Giangiulli, componente del Comitato Tecnico Scientifico
regionale costituito nella primavera 2020 per valutare azioni
finalizzate alla tenuta del sistema economico, rilancia proposte quali il bonus a favore di imprese che intendono assumere a
tempo indeterminato lavoratori disoccupati a seguito della crisi
da Covid-19 e il bonus per aziende che vogliono trasformare
contratti a termine in assunzioni a tempo indeterminato o
vogliono riconvertire il personale con percorsi formativi
finanziati dalla Regione. E auspica che la Regione rifinanzi la
formazione per l’apprendistato. (ANSA).
Fonte Ansa.it