
(ANSA) – L’AQUILA, 21 APR – “Grazie alla qualità delle
risorse umane e agli elevatissimi investimenti delle imprese –
60 milioni di euro circa in Ricerca e sviluppo farmaceutico, una
cifra che rappresenta oltre il 20% del totale delle imprese
nella regione – in Abruzzo la produttività del lavoro della
farmaceutica è superiore a quella di Paesi come Germania,
Francia o Spagna”. Lo ha sottolineato la vicepresidente di
Farmindustria, Lucia Aleotti, intervenendo all’evento di
Farmindustria ‘Innovazione e Produzione di Valore. L’industria
del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere’,
organizzato a L’Aquila presso il polo farmaceutico
nell’auditorium Dompé.
Indicando i numeri del settore nella Regione, Aleotti ha
rilevato la forte crescita del territorio: “Oltre 800 milioni di
euro di export nel 2022, cresciuto del 172% negli ultimi 5 anni
e pari a circa il 10% dell’export manifatturiero della regione e
al 75% dell’export hi-tech regionale”. Inoltre, si contano “1300
addetti diretti che raggiungono i tremila con i settori
fornitori”. La presenza dell’industria farmaceutica in Abruzzo
vede presenti aziende come Alfasigma, Dompé, Menarini, Sanofi.
L’Aquila e Pescara risultano fra le principali province in
Italia sia per numero di addetti nella farmaceutica sul totale
in Italia, sia per incidenza degli addetti sul totale
manifatturiero della provincia. A L’Aquila l’export della
farmaceutica è cresciuto del 58% e il settore è primo con il 53%
dell’export manifatturiero nel 2022 (44% nel 2021). “L’Abruzzo è
un territorio paradigmatico dell’industria farmaceutica in
Italia – afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria
-. Sia per la capacità di resilienza e la voglia di guardare al
futuro, come dimostrato dopo il tragico terremoto del 2009, sia
per la presenza di molte aziende, radicate nel territorio da
anni, diverse e sempre innovative, a capitale italiano o
internazionale, che rappresentano tutte il made in Italy e
creano opportunità di buona occupazione e rapporti sinergici con
le aziende locali dell’indotto”. (ANSA).
Fonte Ansa.it