
Il giorno dopo, in Contrada Santa
Lucia a Silvi Paese, in provincia di Teramo, la frana sembra
aver concesso una tregua, nell’inesorabile movimento verso
valle, la cui accelerazione di sabato mattina ha portato alla
distruzione di quattro abitazioni, una delle quali completamente
crollata.
Domani, i tecnici della Protezione civile sistemeranno i
sensori con cui monitorare eventuali nuovi movimenti, ma
soprattutto verificare cosa stia accadendo a monte della
provinciale 29b all’altezza dei crolli. Nella parte soprastante
a monte, su via San Rocco, infatti, il fondo è roccioso e offre
più garanzie che escluderebbero rischi per altre abitazioni, ma
adesso non è più solo il caso di sperare.
I residenti sono spaventati e arrabbiati e il clima qui alla
periferia di Silvi Paese, è elettrico. In un duro confronto
verbale, chi ci vive ha incalzato il sindaco Andrea Scordella.
Il punto del contendere è la tempistica della messa in
sicurezza. “Già dal 25 gennaio la strada aveva crepe visibili e
un cedimento strutturale, ma non è stata chiusa fino a giovedì
scorso”, accusano i cittadini. Il primo cittadino ha provato a
rassicurare la folla: “In questo momento non risultano nuovi
movimenti. Geologi ed esperti sono al lavoro e nei prossimi
giorni verranno installati sensori di monitoraggio su tutto il
versante”.
Ma la rabbia non si placa: il paese è di fatto isolato dopo
che un’altra frana in Contrada Valle Scura ha interrotto i
collegamenti principali, rendendo la quotidianità un incubo tra
parcheggi selvaggi e strade d’accesso precluse anche ai mezzi
pubblici e alle scuole.
E a proposito di scuole, domani non riapriranno le aule della
scuole elementare di Silvi Paese e della scuola dell’infanzia ‘Belfiore’, chiuse ieri con ordinanza fino al primo aprile
compreso, mentre la palestra comunale del Paese resterà chiusa
fino al 6 aprile. La stessa ordinanza ha imposto l’evacuazione
di altri due fabbricati su via San Rocco, nella parte sopra al
tratto della provinciale 28b – chiusa giovedì scorso dalla
Provincia di Teramo – interessata dal massiccio smottamento.
Tra quelli che si sentono ‘miracolati’ ci sono i titolari del
B&B interessato dalla frana, la famiglia Di Bernardo: “Non
abbiamo più niente, nemmeno i vestiti. Speravamo di recuperare
almeno qualche piatto, un paio di lenzuola, ma ora è tutto sotto
le macerie”.
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Fonte Ansa.it