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Da Mastroianni a Pupella Maggio, 40 anni di Todi Festival in un album di incontri

Marcello Mastroianni che
richiama una giovane fotografa dopo aver chiesto di non essere
ripreso, Pupella Maggio tra cucina e palcoscenico, Vanessa
Redgrave che si stira da sola il vestito prima di andare in
scena. Quarant’anni di Todi Festival sono anche un album di
incontri che il direttore artistico Silvano Spada, inventore
della manifestazione nel 1987 e tornato alla guida, sfoglia
nell’edizione del quarantennale, in corso fino a domenica 6
settembre.
    “Una nuova giovinezza: più consapevole, ma sempre
irrequieta”, dice all’ANSA. Il Comune di Todi ha trasformato
quell’album anche in immagini: negli spazi del Festival – Teatro
Comunale, Nido dell’Aquila, Sala Vetrata, Portici Comunali,
Ridotto e Caffè del Teatro – è visitabile una retrospettiva
sulle 40 edizioni, con le foto degli artisti che le hanno
animate.
    “L’idea – ricorda Spada – nasce dal Festival dei Due Mondi.
    Da ragazzo Spoleto mi sembrava Hollywood, fu quella la molla”.
    Todi nacque con un’altra anima: “Volevo un festival birichino,
lo scapestrato della casa”. Tra i grandi incontri Pupella
Maggio, “una mamma per tutto il Festival”, che scelse di vivere
a Todi. Ricorda le schermaglie con Anna Proclemer, fino alle
zucchine alla scapece che Pupella, nonostante la richiesta di “pochissimo aglio”, servì sommerse d’aglio. Poi Giorgio
Albertazzi, Carla Fracci, Vanessa Redgrave e Marcello
Mastroianni.
    “Marcello – ricorda il direttore – non amava essere
fotografato. Quando vide una giovane fotografa fu lui a
chiamarla: ‘Mi può fare una foto? Vorrei essere fotografato
insieme al direttore artistico’. Questo racconta la sua qualità
umana”. Molti grandi artisti arrivarono a Todi “per amicizia e
stima”, alcuni senza compenso: “Vanessa Redgrave volle soltanto
il viaggio da Londra”.
    “Un festival deve agitare e scommettere sul nuovo”, dice
Spada, che quest’anno ha portato in teatro anche influencer. Sul
teatro italiano osserva che “negli anni Ottanta imperversava
molto teatro ideologico, ma la noia non corrisponde alla
cultura”. Oggi “c’è più equilibrio”. “Todi – ricorda – ha
lanciato, tra gli altri, Vincenzo Salemme, Claudio Santamaria e
Pino Strabioli”.
    Una ricerca che porta avanti anche a Roma, dove ha creato e
dirige l’Off/Off Theatre, cercando di avvicinare al teatro il
pubblico tra i 35 e i 60 anni. Tra gli interpreti contemporanei
non ha dubbi: “Milena Vukotic è, secondo me, la più grande
attrice che abbiamo oggi in Italia”. Ma al teatro, conclude,
manca il sogno: “L’attore deve far sognare il pubblico. Questa
magia oggi si è un po’ persa”, conclude Spada.
   

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Fonte Ansa.it

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