
La Liguria è la prima regione del
Nord-Ovest per incidenza delle imprese artigiane operanti nei
settori interessati dalla domanda turistica. Alla fine del primo
trimestre 2026 la quota raggiunge il 15,7% del totale delle
imprese artigiane, davanti a Lombardia (14,7%), Valle d’Aosta
(14%) e Piemonte (13,8%). È quanto emerge dai dati diffusi da
Confartigianato, che evidenziano il peso crescente
dell’artigianato nel turismo e l’interesse per produzioni
locali, botteghe e identità dei territori. “Parliamo di attività
che vanno dalle lavorazioni artistiche alle produzioni
alimentari, passando per i servizi alla persona – commenta
l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana – Un
potenziale proprio della nostra regione, che, chi sceglie di
venire in Liguria, può ammirare e assaporare dalla costa
all’entroterra. A noi istituzioni il compito di continuare a
valorizzarlo, con la collaborazione del sistema economico e
associativo, con strumenti finanziari sempre più mirati, che
possano soddisfare da un lato le esigenze delle imprese e,
dall’altro, migliorare l’offerta turistica”.
“I dati confermano quanto il turismo esperienziale
rappresenti una grande opportunità per la Liguria – ha aggiunto
l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. Il visitatore
cerca sempre più autenticità, tradizioni e contatto con il
territorio: elementi che nei nostri borghi e nell’entroterra
trovano un patrimonio straordinario. Integrare queste esperienze
con l’offerta della costa significa distribuire meglio i flussi,
favorire la destagionalizzazione e rafforzare il modello di una
Liguria da vivere tutto l’anno”.
A livello nazionale sono 204.619 le imprese artigiane attive nei
settori legati alla domanda turistica, pari al 16,7%
dell’artigianato italiano, con oltre 544 mila addetti. Un
comparto che comprende agroalimentare, ristorazione, moda,
lavorazioni artistiche, servizi alla persona e trasporti,
contribuendo in modo significativo all’esperienza offerta ai
visitatori. A questo si lega la crescita dell’undertourism, cioè
la scelta di destinazioni alternative alle mete più frequentate.
Secondo Confartigianato, nel trimestre estivo il 21,3% dei
vacanzieri sceglie esperienze che includono visite a laboratori
artigiani, aziende e siti produttivi, rispetto al 7,6% del 2019.
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Fonte Ansa.it