
Cento metri per i più piccoli,
fino a 800 per i più grandi. Passi diversi sul prato di Centi
Colella, dentro una storia che va avanti da 47 edizioni. La
Campestrina della Perdonanza ha riportato oggi in gara bambini e
ragazzi fino ai 15 anni nell’appuntamento organizzato
dall’Atletica L’Aquila, legato fin dalle origini al Fuoco del
Morrone: le due manifestazioni nacquero nel 1980, a pochi giorni
di distanza l’una dall’altra.
L’edizione di quest’anno è stata dedicata ad Arnaldo Faraone,
storico dirigente dell’Atletica L’Aquila e figura centrale nella
storia della Campestrina. “Questa iniziativa fa parte del
progetto ‘Corri L’Aquila con noi’, partito nell’anno del
terremoto con lo scopo di coinvolgere i bambini della città e
far riprendere le attività che si facevano prima”, ha ricordato
Corrado Fischione dell’Atletica L’Aquila.
Nei risultati, tra gli ‘Esordienti 4’ (4-5 anni) primi Nives
Maria Coccia e Alessandro Di Paolo (Asd Academy Atletica
Abruzzo); negli ‘Esordienti 6’ (6-7 anni) Anna Ferella (Asd
Torrione) e Leonardo Capogrossi (Polisportiva L’Aquila Rugby);
negli ‘Esordienti 8’ (8-9 anni( Maria Sole Di Domenico (Usa
Avezzano) e Alfonso Tramontano (Polisportiva L’Aquila Rugby);
negli ‘Esordienti 10’ (10-11 anni) Sara Spaziani (Asd Academy
Atletica Abruzzo) e Fernando Melchiades (Usa Avezzano). Tra i
Ragazzi (12-13 anni) successi per Erika Bargellini (Asd Atletica
L’Aquila) e Mario Lattanzio (Amiternina Scoppito), tra i Cadetti
(14-15 anni) per Camilla Oliva (Asd Atletica L’Aquila) e Massimo
Iacobucci (Asd Academy Atletica Abruzzo).
Spazio anche all’inclusione con la 13/a edizione del ‘Corri
insieme a noi’, che ha coinvolto ragazzi con disabilità, atleti
Special Olympics e paralimpici. Il ricavato di iscrizioni e
donazioni sarà destinato alla popolazione venezuelana colpita
dal terremoto del 24 giugno. “Questo piccolo contributo servirà
a inviare aiuti nel nostro Paese e, in particolare, a La
Guaira”, ha spiegato Yulitza Del Carmen Gamardo di Ali Onlus.
Per Amarilys Gamez, dell’Unione socio culturale latinoamericana, “anche altre nazioni possono dare un piccolo contributo
attraverso lo sport. È questa la cosa che importa: volere bene
al proprio Paese e voler bene anche al Paese degli altri”.
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Fonte Ansa.it