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Otto anni dal Morandi, Salis ‘chiederemo grosso risarcimento’

di Laura Nicastro

Alle 11.36 il sole picchia forte sulla radura della Memoria, sotto il nuovo ponte San Giorgio.
    Genova si ferma per un interminabile minuto che non basta a sgranare il rosario dei nomi delle 43 persone, famiglie intere, lavoratori, comitive di amici, che otto anni fa hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi. Una ferita che ancora sanguina e per la quale la sindaca Silvia Salis è pronta a chiedere “un risarcimento molto, molto importante per i danni patrimoniali e di immagine che la città ha subìto”.
    Novantasei mesi dopo quella tragedia, figlia di incuria e logica del profitto, c’è una sentenza che ha decretato una prima responsabilità ma c’è ancora l’amarezza dei parenti delle vittime per l’assenza dello Stato. “Ci aspettavamo una carica del governo centrale. C’è il viceministro Rixi, che è sempre stato vicino a noi, però – le parole amare di Egle Possetti, portavoce del Comitato parenti vittime del crollo – credo che una maggiore attenzione in questa circostanza avrebbe dovuto essere posta”. Possetti, che il 14 agosto 2018 ha perso la sorella, due nipotini e il cognato, spiega il motivo della delusione. “Ce lo aspettavamo in questa occasione in particolare, dopo questa sentenza che vede coinvolte figure dello Stato, funzionari dello Stato”. Il 16 luglio i giudici del tribunale di Genova hanno condannato 32 persone, tra cui l’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, ex vertici di Aspi e Spea e funzionari del ministero dei Trasporti.
    Prima della cerimonia la politica ha espresso cordoglio e vicinanza. La premier Giorgia Meloni ha affidato il suo pensiero a X: “Ricordare quelle persone significa anche rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità. Genova ha saputo rialzarsi senza dimenticare. L’Italia non dimentica””.
    Cordoglio anche da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa che ha ricordato come quella tragedia “deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato”. Mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di “pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese”. Dal palco allestito in mezzo ai 43 alberi piantati per ricordare le vittime, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ricordato non solo le persone morte ma anche i 600 sfollati, le aziende in ginocchio. “Il 14 agosto – le parole del governatore – è una data che sarà come una Lanterna per tutti noi, come un faro, che ci guidi a fare le cose bene”. Per il viceministro Edoardo Rixi, anche lui accanto ai familiari, “a nome del governo, all’Italia va il nostro impegno, mettere sempre al primo posto la sicurezza delle persone”. Sicurezza che è una delle voci a cui verranno destinati i soldi che il Comune otterrà dal maxi risarcimento (si pensa a una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni), oltre “alla cura, manutenzione e decoro della città”.
    Nel frattempo si aspetta di completare il parco della Memoria, nel quartiere di Certosa, ma si pensa anche a un museo “diffuso” con pezzi dei detriti esposti in ciascuno dei Comuni in cui vivevano le 43 persone che otto anni fa sono state inghiottite dal ponte Morandi.
   

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Fonte Ansa.it

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