
La Provincia di Trento ha adottato
un provvedimento per razionalizzare la fruizione delle risorse
idriche, alla luce dell’attuale situazione di severità idrica.
La misura consente ai Consorzi di bonifica e ai Consorzi di
miglioramento fondiario di chiedere, in presenza di determinate
condizioni, una rimodulazione temporanea del deflusso minimo
vitale (Dmv), cioè della quantità d’acqua che deve rimanere nei
corsi d’acqua a valle delle opere di presa per salvaguardare
l’equilibrio ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica.
Il provvedimento si inserisce nel quadro di criticità attuale
nel Nord Italia determinato dalle ondate di calore che hanno
interessato il nostro territorio a partire dallo scorso giugno,
dai ridotti apporti di neve in quota dello scorso inverno e
dalle scarse precipitazioni primaverili ed estive.
La possibilità riguarda i consorzi le cui concessioni
prevedono il rilascio del Dmv attraverso appositi manufatti
regolabili. La riduzione potrà essere effettuata assicurando
comunque un flusso sufficiente a tutelare la fauna ittica,
informando puntualmente l’associazione pescatori titolare del
diritto di pesca. Le misure resteranno in vigore fino al ritorno
a una situazione di bassa severità idrica e comunque non oltre
il 30 settembre 2026.
Nella seduta odierna, la Giunta ha inoltre approvato
l’accordo con la Regione Lombardia per l’erogazione di volumi
idrici aggiuntivi nel bacino del Chiese nel biennio 2026-27, per
un massimo di 10 milioni di metri cubi di acqua dagli invasi
idroelettrici di Malga Bissina e Malga Boazzo per ciascuna
stagione irrigua, in ragione delle difficoltà del comparto
agricolo bresciano e mantovano nel soddisfare i propri
fabbisogni irrigui. Il rilascio dei quantitativi aggiuntivi
andrà a beneficio degli utilizzatori delle acque del lago
d’Idro.
Infine, oggi l’Osservatorio delle Alpi Orientali ha
confermato il livello medio di allerta per la potenziale carenza
idrica nel bacino dell’Adige e del Brenta per il territorio del
Trentino Alto Adige, portando invece il livello ad alto in
Veneto. Nei giorni scorsi, l’Osservatorio del Po ha convalidato
il livello alto per il proprio bacino (in cui confluiscono anche
i due corsi d’acqua trentini del Chiese e del Sarca).
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Fonte Ansa.it