
“La Regione è rimasta decenni
indietro per voltarsi dall’altra parte: non ci voltiamo
dall’altra parte e non possiamo mettere la testa sotto la
sabbia. Per le Marche la parola è ora futuro e coraggio di fare
delle scelte”. Così il presidente della Regione Marche Francesco
Acquaroli, ha chiuso il proprio intervento prima del voto finale
con cui il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, il
Piano regionale di gestione dei rifiuti.
“Il nostro approccio è stato mettere mano alla visione
complessiva della regione”, ha sottolineato, elencando le varie
leggi di riforma varate dal proprio esecutivo, nei due mandati:
nel 2022 la legge sulle aziende sanitarie, nel 2023 il piano
socio sanitario, nel 2024 legge sul governo del territorio, nel
2025 il piano infrastrutturale e nel 2026 il piano rifiuti. “Ci
si è lavorato per ciascuna riforma in maniera molto
approfondita, – ha osservato – sentendo tutte le parti sociali”.
Acquaroli ha rispedito al mittente le critiche delle
opposizioni sul “vuoto di idee, contenuti”: “la nostra azione –
ha aggiunto – è stata messa al vaglio dei cittadini un anno fa,
ed è stata confermata la fiducia”. “Uno dei temi era stato il
piano rifiuti e il termovalorizzatore: – ha ricordato – i
cittadini non hanno scelto una tecnologia ma il rispetto di una
norma e un ragionamento che non può essere affrontato come ho
sentito oggi fare in aula”. “Nessun gioisce per una discarica o
è appassionato di termovalorizzazione. Non abbiamo avuto un
approccio ideologico che caratterizza forse altri. – ha chiosato
– Non possiamo portare la Regione a un’infrazione perché
restiamo immobili”. Acquaroli ha rivendicato un “comportamento
lineare e coerente in base alle riforme approvate” e un “lavoro
enorme che pone le basi per una regione competitiva e che vuole
affrontare le sfide per il futuro”.
All’accusa dem varare “finte leggi” come quelle “anti-kebab”
e ora il piano con il termovalorizzatore”, il presidente ha
replicato: “prima di noi hanno deciso di non fare queste scelte:
non si rischiava proteste di comitati, e ricorsi. La Regione è
rimasta decenni indietro per voltarsi dall’altra parte”. “Una
scelta può essere discutibile ma è necessaria per il futuro
della nostra regione”, ha detto ancora Acquaroli facendo
riferimento in particolare alla competitività del territorio e
delle imprese. Il Piano rifiuti, ha sottolineato, “è un tassello
non semplice ma necessario per chi produce e per il rispetto
delle norme che ci obbligano a questa scelta”. Quanto ai tempi
dell’iter per arrivare a concretizzare, ha assicurato, i “percorsi partiranno prima possibile: non ci voltiamo dall’altra
parte e non possiamo mettere la testa sotto la sabbia. Per le
Marche la parola è futuro e coraggio di fare delle scelte”.
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Fonte Ansa.it