
(di Francesca Pierleoni) L’uso del biofuel per l’energia del
suo concerto del 2025 a San Siro; il progetto di
riqualificazione con la fitobonifica di un’area inquinata a
Milano che diventerà un parco sonoro; murales che uniscono il
valore ambientale alla partecipazione di ragazzi con storie
difficili; l’agricoltura rigenerativa. Sono solo alcuni degli
ambiti nei quali agisce la Fondazione Lotus lanciata un anno fa
da Elisa Toffoli, protagonista con un incontro dedicato al suo
impegno per l’ambiente a Il libro possibile, il festival
sostenuto da Pirelli, giunto alla 25/a edizione, che ha appena
concluso a Polignano la sua prima parte (la seconda si svolgerà
a Vieste dal 21 al 25 luglio) “Per me oggi è importantissimo non escludere più l’arte e la
musica dalla sostenibilità, dall’ecologia profonda e viceversa –
sottolinea la cantautrice dialogando sul palco con il
divulgatore e attivista Andrea Grieco, davanti a una piazza
piena -. Forse anche un po’ per i contenuti di quello che ho
sempre fatto, che portano un messaggio molto emozionale”. La
musica “per me è un veicolo, lo è sempre stata. Nei miei testi
parlo di connessione, di rinascita, di forza, di spiritualità,
di valori; trovavo però sempre più impossibile da accettare il
fatto che ci fosse uno scollamento fra questa parte di ciò che
faccio e la natura “. Anche se “da molti avanti cerco di portare
avanti piccole azioni concrete, come utilizzare macchine ibride
durante i tour, fare packaging dei dischi plastic free,
utilizzare carta riciclata…”. Però “mi sono resa conto di
quanto fosse importante creare una rete, per riuscire ad essere
molto più efficace, e avere dei risultati molto più incisivi”.
La decisione di creare la fondazione è stata molto meditata “sia
per l’impegno che richiedeva, sia perché ci sentiamo tutti
giudicati in questa epoca, dai cosiddetti ‘leoni da testiera’,
che spesso invece di apprezzare delle azioni positive, le
attaccano”. Tuttavia “ho sentito che per me fosse un passo
necessario”. Non mancano “le difficoltà ma le persone sono molto
pronte (sulla coscienza ambientale, ndr) i giovani soprattutto,
mentre i politici lo sono molto meno. Questo perché a dominare è
ancora un modello di economia basato solo sul fare soldi, non
sul preservare un equilibrio, un benessere che si rivolge alla
comunità e da cui potrebbero trarre beneficio molte più
persone”. La fondazione per questo “ha nel suo codice etico
l’impegno per cercare di trasformare questo nostro distruttivo
antropocentrismo in un ecocentrismo nel quale noi esseri umani
pensiamo e agiamo come parte di un ecosistema”. Tra i primi
atti realizzati c’è stato l’alimentare luci e palco per il
concerto di Elisa a San Siro nel 2025, davanti a oltre 50 mila
persone, con un biofuel che ha portato una riduzione del 70%
delle emissioni rispetto al diesel: un modello poi portato
avanti nel tour. Elisa ha voluto anche lasciare una traccia che
restasse, in concomitanza con il concerto nel capoluogo
lombardo: è nato così il Fondo Plantasia, per il progetto di
fitobonifica (tecnica che usa le piante per ripulire terreni,
acque e sedimenti inquinati) in un’area di 46.000 mq vicino allo
stadio, dove sarà realizzato un parco sonoro, con musica e
natura integrati: “Sarà anche un luogo dove ospitare mostre a
cielo aperto e altri eventi culturali” spiega l’artista.
Inoltre, coinvolgendo in un percorso educativo e riparativo
ragazzi “che hanno voglia di riscatto sociale e di creare
qualcosa di importante per sé e i luoghi in cui vivono”,
sottolinea Elisa, è stato creato a Milano un primo murale
dipinto con una pittura ecologica che purifica l’aria, riduce
fino all’80% degli inquinanti e assorbe Co2: “Un’iniziativa che
andrà avanti anche in altre città”. Tra le tante altre azioni
della fondazione, c’è promuovere l’agricoltura rigenerativa, un
approccio che punta a ripristinare la salute e la fertilità del
suolo. “Noi cerchiamo di mettere a disposizione di questi
agricoltori degli strumenti per fare rete, per aiutarli ad
essere riconosciuti dallo Stato a livello legislativo. Tutto ciò
che è virtuoso, in un mondo così disastrato – conclude la
musicista, che a incontro finito si è anche fermata a fare
autografi e selfie con i tanti fans – non andrebbe solo
agevolato ma premiato”.
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Fonte Ansa.it