
A Trento è in corso il 37/o
Simposio Pezcoller, dedicato ai percorsi evolutivi del cancro.
Oltre 240 gli scienziati, i medici e gli studiosi arrivati da
ogni parte del mondo per discutere della ricerca sul tema. A
guidare i lavori il Premio Nobel per la Medicina 2019 William G.
Kaelin, della Harvard Medical School di Boston. “La storia
dell’evoluzione dei tumori è lunga, ma sappiamo già che ci sono
delle cellule che, nella loro storia, hanno acquisito delle
mutazioni che le rendono resistenti alla terapia, e che gruppi
di cellule diverse, con diverse mutazioni, competono nel tempo
per arrivare a crescere più velocemente di altre”, ha spiegato
Kaelin parlando con i giornalisti a margine del Simposio
Pezcoller. I fattori evolutivi, ha aggiunto “possono essere
ambientali, ma possono essere anche legati alla genetica”, e “per evadere la resistenza bisogna usare più di un farmaco al
tempo stesso, perché è difficile che una cellula riesca ad
evadere più stimoli farmacologici”.
La ricerca va avanti nonostante i fondi continuino a
scarseggiare, ha sottolineato il presidente della Fondazione
Pezcoller Enzo Galligioni. “Il problema di sostenere la ricerca
dura continuamente, ed è aggravato dalle vicende internazionali
che tutti conosciamo, compresa la riduzione dei fondi destinati
alla ricerca. Sono stati privilegiati, invece, i fondi per gli
armamenti e per le guerre. Nonostante questo, la ricerca va
avanti in maniera determinata in tutto il mondo”, ha affermato
Galligioni.
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Fonte Ansa.it