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All’ospedale di Vasto tecnica Rezum per trattare l’ipertrofia prostatica

L’ospedale di Vasto ha
introdotto la tecnica Rezūm, una procedura mini-invasiva di
ultima generazione per il trattamento dell’ipertrofia prostatica
benigna, patologia molto diffusa nella popolazione maschile
adulta e spesso responsabile di disturbi urinari che possono
incidere significativamente sulla qualità della vita.
    I primi quattro interventi sono stati già eseguiti con
successo dall’équipe dell’Unità Operativa di Urologia diretta da
Fabiola Tamburro su pazienti provenienti sia dall’Abruzzo che
dal Molise, con un’età media di circa 60 anni.
    La procedura prevede un ricovero di breve durata,
generalmente limitato a 24 ore. La metodica Rezūm utilizza
l’energia termica contenuta nel vapore acqueo per trattare il
tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione urinaria.
    L’intervento viene eseguito per via endoscopica, senza incisioni
chirurgiche esterne: attraverso uno strumento introdotto
nell’uretra vengono effettuate mirate erogazioni di vapore
all’interno della prostata. Il calore rilasciato determina la
progressiva riduzione del tessuto in eccesso che, nel corso
delle settimane successive, viene naturalmente riassorbito
dall’organismo, favorendo il ripristino del normale flusso
urinario.
    “L’introduzione di questa tecnologia – sottolinea Tamburro –
consente di offrire ai pazienti una soluzione terapeutica
efficace e poco invasiva per una patologia molto frequente,
ampliando le opzioni disponibili e permettendo una
personalizzazione del trattamento sulla base delle
caratteristiche cliniche di ciascun caso”.
    Tra i principali vantaggi della procedura figurano la ridotta
invasività, i tempi operatori contenuti e il rapido recupero
post-intervento. Un ulteriore elemento di interesse clinico è
rappresentato dalla possibilità, nella maggior parte dei
pazienti opportunamente selezionati, di preservare la funzione
sessuale e l’eiaculazione, aspetti che spesso influenzano la
scelta terapeutica. L’assenza di incisioni e il limitato
sanguinamento rendono inoltre questa tecnica particolarmente
interessante anche per pazienti fragili o affetti da patologie
concomitanti, sempre nell’ambito di una valutazione
specialistica individuale.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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