
Le scuse chieste dal centrodestra
sul termine “avvoltoi” non sono arrivate. E non sono bastate le
giustificazioni fornite dal presidente del consiglio Claudio
Villa che ha parlato di “significato non offensivo”. La
minoranza, dunque, ha lasciato l’aula. Il consiglio è proseguito
con la presenza della sola maggioranza, sufficiente a garantire
il numero legale. Gli stessi consiglieri di opposizione,
esprimendosi in dichiarazione di voto, hanno tutti a vario
titolo attaccato l’amministrazione per “una situazione
degenerata nonostante la narrazione della maggioranza – ha detto
Bianchi – il grido d’allarme dei genovesi viene lasciato in un
limbo e cade continuamente nel vuoto”. Tra loro il capogruppo
di Vince Genova, Pietro Piciocchi, ha detto che la “situazione
della sicurezza è sfuggita al controllo per l’inerzia
dell’amministrazione e la confusione sul tema da parte della
maggioranza, c’è chi chiede l’intervento dell’esercito e chi i
rimpatri, una confusione che inficia anche il lavoro delle forze
dell’ordine”.
La capogruppo della Lega Paola Bordilli ha sottolineato: “Le
poche cose che avete fatto in questi 12 mesi sono le ordinanze
antialcol e le pattuglie di quartiere, politiche che avevamo
avviato noi”. Dalla maggioranza, critiche restituite al
mittente: Martina Caputo, capogruppo Pd, ha affermato: “Il
documento non è condivisibile, non perché le criticità non
esistano, ma perché la sicurezza non può essere solo un tema di
ordine pubblico né tanto meno di propaganda, quello che manca
alla minoranza è una visione della sicurezza come bene comune,
che non si costruisce utilizzando come clava fatti di cronaca”.
Anche Marco Mesmaeker, capogruppo del M5s, ha parlato di “volo
degli avvoltoi” riferendosi alla minoranza. “Ma la sicurezza è
uno dei più grandi fallimenti del governo Meloni – ha concluso –
ricordo inoltre che a Genova le assunzioni della polizia locale
negli anni passati sono state fatte con i soldi del Ponte
Morandi”.
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Fonte Ansa.it