
Ieri mattina, su disposizione del
Prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, personale di DIA Trieste,
Questura, Carabinieri, GdF e Ispettorato Lavoro di Trieste, ha
ispezionato il cantiere “Opera Pubblica: Cod. opera 22103 – Il
Porto Vecchio di Trieste: il nuovo rinascimento della città –
Subintervento: Parco Lineare Verde di Archeologia Industriale
dal terrapieno di Barcola al centro storico”, nell’ ambito dei
controlli ai cantieri prevista dal Codice antimafia facente capo
al Prefetto finalizzati a prevenire tentativi di infiltrazioni
mafiose e garantire l’esecuzione regolare delle opere.
Nella fattispecie il cantiere si inserisce in un programma di
riqualificazione e rigenerazione urbana importante del Porto
Vecchio, con adeguamento della pianificazione urbanistica e
nuova progettazione degli spazi e dei servizi pubblici,
attraverso la ristrutturazione degli immobili e delle opere di
urbanizzazione primaria e secondaria, per centinaia di milioni
di euro, coperte anche con fondi PNRR.
Nel cantiere sono stati esaminati numero e nominativi dei
lavoratori (26) e dei mezzi (24) e di operatori economici (12)
impiegati dal Consorzio esecutore dell’appalto ed è stata
richiesta la documentazione di subappalti, subaffidamenti e
forniture. L’intera filiera dell’appalto sarà al centro di
ulteriori approfondimenti, nel contesto comunque di un’azione di
prevenzione antimafia, con particolare riguardo alle tipologie
di attività che rientrano tra quelle più a rischio di
infiltrazione della criminalità organizzata. I dati così
raccolti confluiranno in un’unica banca dati all’Osservatorio
Centrale Appalti Pubblici della DIA.
La Prefettura ricorda che il committente, Comune di Trieste,
ha aggiudicato nel febbraio 2023 la gara per circa 23 milioni di
euro di cui 21 finanziati nell’ambito del Piano nazionale
complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR), affidando i lavori ad un Raggruppamento di imprese.
Sempre nel 2023, l’appalto è stato interessato da un
provvedimento del Comune che prendeva atto dell’ estromissione
da parte del R.T.I. di una impresa +consorziata esecutrice,
poiché destinataria di un provvedimento del Prefetto di Foggia
di rigetto dell’istanza di iscrizione nella white list per la
sussistenza di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa (e
attualmente sottoposta a controllo giudiziario).
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Fonte Ansa.it